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Caso Yara, ultime notizie 13 agosto: Massimo Giuseppe Bossetti news tra prove e indizi

Il caso di Yara Gambirasio è ancora nel pieno delle indagini. Ecco tutte le prove a carico e gli indizi che invece scagionano il presunto assassino di Yara, Massimo Giuseppe Bossetti. Le ultime notizie dicono lui continua a dirsi innocente. Lo stesso dice la moglie, anche attraverso le colonne della rivista Gente. Sottolinea che la loro vita era fatta di abitudini e routine e che il marito era normale a letto. La madre di Massimo Giuseppe Bossetti sconfessa la scienza, sostenendo che il padre naturale sia Giovanni Bossetti, e non Guerinoni, morto nel 1999, come invece sostengono senza dubbio le prove del dna. Come detto, però, accanto a molti elementi che inchiodano Massimo Giuseppe Bossetti ad essere l’assassino di Yara Gambirasio ce ne sono altri che annacquano le accuse.

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L’arma del delitto e il movente: non ci sono, entrambi. E normalmente, nei casi di omicidio, senza queste due prove cardine, è molto difficile far condannare un assassino. In questo caso, però, va ricordato che la piccola Yara non è morta direttamente per i colpi inferti, ma anche di stenti. Scomparsa il 26 novembre 2010, è stata ritrovata mesi dopo nel campo di Chignolo D’Isola, dove ha vissuto la sua tragica agonia. Eppure, sui vestiti di Yara e nei suoi polmoni sono state trovate tracce di calce, ovvero polvere usata nei cantieri edili. Il presunto assassino è un muratore.

Il Dna – cosa inchioda Massimo Giuseppe Bossetti: le microscopiche tracce di sangue trovate sugli indumenti di Yara sono del muratore. Questo è provato scientificamente. Cosa lo scagiona: il peli e i capelli trovati sull’auto dell’uomo e sul giubbotto di Yara non sono invece di Massimo Giuseppe Bossetti. Impossibile, al momento, sapere a chi appartengano.

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I cellulari – cosa inchioda Massimo Giuseppe Bossetti: il giorno della scomparsa della ragazzina, tra le 17.45 e le 18.49 i cellulari di Yara Gambirasio e del muratore agganciano la stessa cella. Bossetti chiama il cognato, Yara riceve un sms. Cosa lo scagiona: alle 18.55 il cellulare di Yara aggancia un’altra cella, più vicina alla sua casa di via Rampinini; il telefonino di Bossetti, invece, risulta inattivo fino alle 7.34 del giorno successivo.

Gli avvistamenti – cosa inchioda Massimo Giuseppe Bossetti: fino al 2010 l’uomo era spesso in un centro estetico dalle parti della casa dei Gambirasio; inoltre il fratellino di Yara ha confessato che la sorella temeva un uomo con un’auto lunga e grigia che passava piano e la guardava. Massimo Bossetti ha una Volvo v40 grigia. Cosa lo scagiona: le compagne di ginnastica di Yara Gambirasio e l’insegnante non hanno mai notato un uomo rassomigliante a Massimo Giuseppe Bossetti e la descrizione fatta dal fratellino di Yara su chi guidasse quella macchina lunga e grigia non corrisponde affatto alla fisionomia di Bossetti.

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Alibi e furgone – cosa inchioda Massimo Giuseppe Bossetti: l’alibi fornito è molto debole. L’uomo e la moglie si definiscono molto abitudinari, dunque quella sera sarebbero stati in casa, ma non c’è nessuno esterno alla famiglia che lo prova. Anzi, dalle telecamere di sicurezza del benzinaio davanti alla palestra frequentata da Yara, si vede passare un furgone che potrebbe verosimilmente essere quello di Massimo Giuseppe Bossetti. Cosa lo scagiona: il muratore ha più volte detto di essere passato spesso, prima e dopo la scomparsa di Yara, per Brembate. Li ha famigliari e amici. Ogni tanto si fermava a bere una birra dopo il lavoro o comprava il giornale. Faceva quella strada per evitare traffico e controlli dei carabinieri. Tutto confermato.

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