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Caso Yoox-Mr.Job: dopo la denuncia di mobbing delle operaie, sit-in in difesa del lavoro

Si infittisce il mistero a casa Yoox. O per meglio dire, a casa di Mr. Job, la ditta dell’Interporto bolognese a cui il colosso della vendita online nel settore della moda ha dato in appalto il confezionamento degli ordini.

caso Yoox denuncia operaie

Lo scorso 17 giugno è stata depositata dall’avvocato Marina Prosperi una denuncia che raccoglie le accuse pesantissime di mobbing ai danni di undici operaie, tutte di origine straniera. Ricatti, parole blasfeme, insulti sessisti, accompagnate da una domanda di produttività folle: imbustare 110 pezzi all’ora. Alcune di loro hanno denunciato richieste sempre più improbabili e inumane, come quella di pulire gli orinatoi maschili in presenza degli uomini, o di mostrare il contenuto delle proprie borse per verificare che non commettessero furti.

Karim Beikkal dei SiCobas di Bologna, che si occupa della trattativa sindacale, ha spiegato all’Huffington Post che le paghe non superano i 700 euro al mese perché Mr Job non ha mai voluto applicare il contratto nazionale. Con un ulteriore aggravante: quello di imporre il riposo forzato per qualche settimana per ristabilire la disciplina.

E dopo che un caporeparto è stato sospeso dal servizio in via cautelare, Yoox, pur ribadendo la propria estraneità ai fatti imputati, ha avviato verifiche autonome.

Ma ieri, 7 luglio, il colpo di scena: un sit-in in difesa dell’azienda. La Repubblica parla di un centinaio le operaie che si sono incontrate di fronte ai cancelli dell’Interporto, mostrando orgogliose cartelli come “Basta ricatti”, “Non toccateci Mr. Job”. E cantando più volte “Grazie Yoox”. Le lavoratrici, dunque, non appaiono unite: c’è chi accusa le colleghe denuncianti di falsità e chi sostiene che il caporeparto sospeso è andato in realtà in ferie anticipate. Tuttavia sono molti i capireparto che guardavano a vista le operaie, unite, a quanto pare, più dalla paura di perdere il posto di lavoro e dal timore che Yoox possa recidere l’appalto con Mr. Job.

Ora l’inchiesta è in mano alla pm Beatrice Ronchi, che dovrà far luce sugli episodi di mobbing.  Sia Mr. Job che Yoox, intanto, hanno dichiarato la propria intenzione «a rimuovere coloro che hanno commesso atti non consoni».

(autore dell’immagine principale stefelix, da Flickr.com)

 

 

 

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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