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Castrazione chimica in Alabama è legge, Matteo Salvini: «Buona pratica da adottare anche in Italia!»

Castrazione chimica in Alabama è legge. Dopo lo stop all’aborto, anche in caso di stupro, Kay Ivey, governatrice repubblicana, ha firmato una legge che prevede proprio la castrazione chimica un mese prima della scarcerazione per reati sessuali contro i minori di 13 anni. «La legge è un passo verso la protezione dei bambini in Alabama», ha dichiarato fiduciosa Kay Ivey, politica statunitense. Sarà davvero così? L’opinione pubblica si divide.

Castrazione chimica in Alabama: per alcuni viola i diritti umani

La legge sulla castrazione è stato approvata da entrambe le camere del Parlamento dell’Alabama alla fine del mese scorso, dopo la proposta dal repubblicano Steve Hurst. La legislazione ha definito tale provvedimento come «la somministrazione di farmaci che riducono, inibiscono o bloccano la produzione di testosterone, ormoni o altre sostanze chimiche» con l’obiettivo di smorzare l’interesse sessuale. Secondo la nuova normativa, i condannati per reati sessuali contro i minori saranno obbligati a cominciare la castrazione chimica un mese prima della loro scarcerazione, a proprie spese, finché una corte non ritenga che non sia più necessario. L’uso della castrazione chimica è alquanto controverso a livello internazionale, per molti infatti essa viola i diritti umani.

Legge castrazione chimica in Alabama: l’opinione del ministro Matteo Salvini

Matteo Salvini, ministro dell’Interno, dopo la notizia dell’approvazione della castrazione per i pedofili in Alabama, ha voluto dire la sua e ha ribadito quanto detto in altre sedi: «Sono convinto che sia una buona pratica da adottare anche in Italia!». Un’idea di cui la Lega si era fatta promotrice anche in passato, ricorderete, infatti, la raccolta firme, lanciata più di un mese fa, per sostenere la proposta di legge, a seguito del caso della violenza sessuale di gruppo a Viterbo. Matteo Salvini in una nota del Viminale ha precisato: «La castrazione chimica è un modo per prevenire altre violenze e intervenire su persone evidentemente malate, oltre che col carcere anche con una cura farmacologica!». Parole che grossomodo il leader del Carroccio aveva usato tempo fa nel corso di una diretta Facebook: «La castrazione chimica è una cura democratica e pacifica. Ci vuole per stupratori e pedofili; con una pillola, non con le forbici. E hai finito di mettere le mani addosso a donne e bambini per il resto dei tuoi giorni. Questo accade in un paese normale e civile!».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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