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Catalogna, mandato d’arresto europeo per Puigdemont: in migliaia protestano in piazza

E’ arrivato il mandato di arresto europeo per Carles Puigdemont, l’ex presidente catalano che ha trovato riparo in Belgio. La giudice spagnola Carmen Lamela ha firmato il mandato di arresto per il leader indipendentista e i quattro ministri che si trovano con lui a Bruxelles. Lo ha riferito l’agenzia di stampa spagnola Efe. Ieri erano finiti in manette il vicepresidente Oriol Junqueras e sette ministri del Governo catalano.

La magistratura spagnola ha inviato direttamente alle autorità belghe il mandato di cattura contro Puigdemont e i ministri Antoni Comin, Clara Ponsati, Lluis Puig e Meritxell Serret. La richiesta è stata inserita anche nel Sis, il Sistema di Informazione Schengen. Ciò significa che le autorità belghe sono obbligate a consegnare i ricercati, se arrestati, alle autorità di Madrid.

Il mandato di cattura è stato emesso per i reati di ribellione, sedizione, malversazione, abuso di potere e disobbedienza, reati già contestati ieri al vicepresidente catalano Junqueras e ai sette ministri di Barcellona che si sono presentati spontaneamente davanti ai giudici di Madrid.

Puigdemont: «Pronto a collaborare con le autorità belghe»

«Collaborerò con le autorità del Belgio» ha detto oggi Carles Puigdemont. «Ho detto al mio avvocato di riferire alle autorità del Belgio che sono pronto a collaborare – ha aggiunto il leader indipendentista catalano – Non fuggirò dalla giustizia. Andrò davanti alle autorità, ma davanti a quelle vere», ha aggiunto Puigdemont rimarcando la politicizzazione della giustizia spagnola. Oggi su Twitter il leader catalano ha denunciato i presunti maltrattamenti di cui sarebbero stati oggetto i ministri del suo Governo arrestati ieri.

Cosa succede dopo il mandato d’arresto

Dopo aver ricevuto il mandato d’arresto europeo, la procura belga dovrebbe rispondere individuando i cinque dirigenti catalani ricercati, che una volta individuati dovrebbero comparire dinanzi ad un magistrato. A questo punto potrebbero essere fermati o essere lasciati in libertà fino alla decisione finale, che spetterà comunque al giudice belga. Se gli accusati si opporranno all’estradizione, la giustizia belga dovrà pronunciarsi sulla richiesta spagnola. Sono previsti tre gradi di giudizio e una decisione finale entro due mesi. La procedura, quindi, potrebbe svolgersi proprio in parallelo con la campagna per le elezioni catalane del 21 dicembre prossimo.

In migliaia in piazza a Barcellona manifestano contro gli arresti

Mentre veniva diffusa la notizia del mandato d’arresto nei confronti di Puigdemont ed i suoi ministri, in migliaia scendevano in piazza a Barcellona e nelle altre città catalane. I manifestanti al grido di “Llibertat!”sono scesi in piazza per denunciare l’arresto di otto ministri del governo di Carles Puigdemont e per esigere la liberazione immediata dei “detenuti politici”. Le due organizzazioni della società civile Anc e Omnium hanno inoltre indetto una grande manifestazione a Barcellona l’11 novembre.

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