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Catania, donna morta dopo aborto di 2 gemelli: i familiari, “i medici erano tutti obiettori”

C’è tanta rabbia nelle parole del marito di Valentina Milluzzo, la donna 32enne morta due settimane dopo il ricovero in ospedale: i familiari accusano i medici di non essere intervenuti in tempo in quanto “obiettori”.

Nuovo caso di malasanità e, questa volta, all’ospedale Cannizzaro di Catania: lì, una donna di 32 anni incinta di due gemelli era stata ricoverata per una sospetta dilatazione all’utero, situazione che aveva provocato febbre alta e dolori lancinanti alla donna. Lì, i medici le avrebbero somministrato solamente tachipirina attendendo per ore prima di intervenire facendo un’ecografia: l’esame mette quindi in evidenza lo stato di sofferenza dei due feti ma, nonostante le urla di dolore, i medici si sarebbero rifiutati di intervenire in altro modo dichiarandosi obiettori. “Fino a che è vivo io non intervengo”, avrebbe detto – stando al racconto dei familiari – uno dei medici responsabile delle cure di Valentina Milluzzo.

“Io finché c’è battito non posso intervenire perché sono obiettore di coscienza. Siamo nelle mani del Signore” ha ripetuto al Corriere della Sera il marito di Valentina ribadendo che, sia lui che i familiari, hanno udito chiaramente queste parole: a confermare un ritardo nel far abortire la donna al quinto mese di gravidanza, comunque, saranno i magistrati che nella giornata di ieri – come atto dovuto – hanno inserito tra gli indagati sia i 12 medici del reparto sia gli ispettori del ministero della Salute e della Regione siciliana.

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