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Catania, morto bimbo di due anni dimenticato in macchina dal padre

Una nuova tragedia si è abbattuta sull’Italia. Questa volta ci troviamo a Catania. Un bimbo di due anni è morto perchè rimasto chiuso nell’auto di famiglia sotto il sole di questi ultimi giorni dell’estate 2019. La vita frenetica che si conduce tutti i giorni ha portato il padre del piccolo a compiere una svista fatale. L’uomo assorto nei suoi pensieri si è dimenticato di lasciare il piccolo all’asilo. Una dimenticanza che purtroppo si è trasformata in tragedia portando appunto alla morte di suo figlio. Un’intera famiglia distrutta completamente dal dolore. La disperata corsa in ospedale per cercar di salvare il bimbo è stata inutile. Il cucciolo ha smesso di respirare una volta giunti in rianimazione al Policlinico di Catania.

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Catania, morto bimbo di due anni

Quella di ieri, 19 settembre 2019, doveva essere una giornata come tante altre per Luca Cavallaro, uomo di 43 anni di Catania, eppure non è stato così. La sua vita è stata distrutta per sempre. L’uomo si è dimenticato di lasciare suo figlio di due anni all’asilo e così il piccolo è rimasto intrappolato nell’auto di famiglia per cinque lunghissime ore sotto il sole. Quando la moglie lo ha chiamato, dopo essere andata al nido per prelevare il figlioletto, l’uomo si è precipitato trovando il piccolo esanime. Lo ha portato al Policlinico di Catania dove i medici, affiancati dal nonno del piccolo che fa il chirurgo, hanno cercato di fare di tutto per salvarlo. Purtroppo per il piccolo non c’è stato nulla da fare se non dichiararne il decesso. Una tragedia che ha dell’incredibile. Purtroppo Luca Cavallaro non è il primo a dimenticarsi il figlio in auto, le pagine della cronaca sono piene di tragedie simili. Cosa si può fare per far si che episodi del genere non si ripetano? Per ora dare una risposta a questa domanda è difficile. Cavallaro ora è stato accusato di omicidio colposo.

Un uomo distrutto dal dolore

Il direttore sanitario del Policlinico, il dott. Antonio Lazzara, come riportato da La Repubblica, ha dichiarato: «Purtroppo c’è stato poco da fare. Il piccolo, quando è entrato, era già in arresto cardiaco. Le manipolazioni non sono servite a nulla. Abbiamo subito chiamato psicologi e assistenti sociali perché dessero un supporto alla famiglia, distrutta dal dolore». Sulla tragedia sono in corso indagini della polizia, che sono state affidate al sostituto procuratore Andrea Norzi. Gli inquirenti hanno dichiarato: «È un uomo disperato, distrutto, che piange continuamente e non riesce a spiegare l’accaduto». Seguiranno sicuramente ulteriori aggiornamenti sul bimbo di due anni morto a Catania.

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Immagini di repertorio

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