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Cellulare? No, grazie. Il silenzio è d’oro nei locali “noise-free”

È un trend in continua crescita quello registrato da ristoranti e alberghi che scoraggiano o addirittura vietano l’uso di cellulari e in generale di rumori molesti al loro interno.

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È la sezione “Viaggi” de La Repubblica del 12 febbraio 2014 a pubblicare l’interessante rassegna di locali noise-free, ovvero locali dove il cellulare viene sequestrato all’ingresso, o dove è possibile barattare sconti molto interessanti in cambio dello spegnimento dell’adorato smartphone.

Jawdat Ibrahim, proprietario di un locale alle porte di Gerusalemme, è stato uno dei primi a promuovere la riscoperta del buon cibo e della compagnia. Come? Offrendo in cambio del cellulare free, uno sconto del 50%. Con il risultato che i clienti sono raddoppiati.

Uno sconto lo garantisce anche Mark Gold, proprietario e chef di Eva a Los Angeles: meno 5% lasciando il telefono fuori dalla porta. Da Eat, a Brooklyn, una volta al mese i commensali cenano come in monastero. Una cena da Eat dura 90 minuti e, se qualcuno rompe il silenzio, gli portano via il piatto traslocandolo all’esterno del locale. Anche al Rogue24 di Washington nessuna tolleranza per le suonerie.

E in Italia non mancano esperienze analoghe. A Udine sono una ventina i bar, gli hotel e i ristoranti che hanno aderito con entusiasmo al progetto “Liberi dal cellulare — Liberi di parlare” presentato dal sindaco Furio Honsell, che punta a far tornare la pace in città. Lasciare il cellulare (spento) in un piccolo armadio all’esterno del ristorante è anche l’imperativo di Italo Pedroni all’Osteria di Rubbiara di Modena. Stessa filosofia per i ristoranti Un punto macrobiotico a Roma e il centralissimo Refettorio di Milano, che propone cene in silenzio totale.

Se il cellulare vi infastidite, alloggiate all’Eremito, in Umbria, per gustare una cena senza parole. E non spaventatevi se al ristorante La Scannella di Ischia il vostro cellulare non riceverà alcun segnale. Reazioni? Dopo il momento di smarrimento iniziale tra gli ospiti c’è una sorta di sollievo.

Intanto in Europa la catena Relais du silente ha radunato duecento hotel (di cui 17 in Italia, dal Trentino sino alla Puglia), che credono nel motto “Il silenzio è d’oro”.

(fonte: La Repubblica; autore dell’immagine: Catepol, da Flickr.com)

 

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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