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Cellulari cinesi? Allarme spionaggio dalla Cina, a rischio 700 milioni di smartphone Android

Aggiornamento ore 11:00 del 21-11-2016: In merito alla notizia riportata in questo articolo, in data 21/11 abbiamo ricevuto dall’azienda ZTE ITALY la seguente comunicazione ufficiale: 

“Abbiamo condotto un’indagine approfondita e possiamo confermare che nessun dispositivo ZTE in Italia è interessato dalla questione citata nei recenti articoli. La sicurezza e la privacy dei propri clienti rappresentano una priorità assoluta di ZTE.  Continueremo a garantire la privacy e la protezione dei dati dei nostri clienti”.

 

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Allarme privacy per circa 700 milioni di utenti possessori di smartphone. Da qualche ora infatti circola un’indiscrezione diffusa dal New York Times che parla di un presunto spionaggio da parte della Cina sui telefoni cellulari Android.

Uno scandalo nato dopo la scoperta di una backdoor, ovvero una porta segreta installata su alcuni telefoni del robottino verde da un’azienda esterna, la società Shanghai Adups Technology Company, il tutto ovviamente all’insaputa dei clienti. Un sistema che ogni 72 ore invia dati dai telefonini a server cinesi. Secondo le indiscrezioni del New York Times la Shanghai Adups Technology Company sarebbe sotto indagine da parte delle autorità Usa, che starebbero verificando se la funzione “backdoor” sia stata installata per scopi commerciali o se invece sia un tentativo di raccogliere informazioni private degli utenti.

L’esistenza della ‘porta segreta’ sarebbe stata scoperta dalla società di sicurezza Kryptowire: ad essere spiati sarebbero stati milioni di messaggi, elenchi dei contatti, registri delle chiamate, i dati della geolocalizzazione ed altre informazioni, tutte inviate dal software Adups ad un server cinese. I dispositivi colpiti sarebbero circa 700 milioni (non solo smartphone, ma anche altri dispositivi elettronici connessi alla rete), tra questi anche i prodotti di Huawei, Zte e Blu products.

Dal canto suo l’azienda coinvolta ha fatto sapere – spiega il New York Times – di non aver mai spiato gli smartphone, spiegando di aver “aggiornato il software per eliminare una falla che ne minava la sicurezza”. Il software backdoor sarebbe stato ideato appositamente per aiutare un produttore cinese di telefoni, al momento anonimo, a controllare il comportamento degli utentiGoogle, che sviluppa il software Android, avrebbe già chiesto al rimozione immediata del software in questione dai telefoni cellulari.

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