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“Cento città unite contro il dolore” sabato 12 Ottobre 2013

La legge n.38/2010 sulle cure palliative e la terapia del dolore, sancisce che è diritto del pazienze ricevere adeguati trattamenti contro il dolore stesso. Ma tale legge risulta, a tutt’oggi, poco eseguita.

il dolore non si sopporta si cura

Cento città contro il dolore“, giunta alla sua terza edizione, che si terrà sabato prossimo 12 Ottobre 2013 in 90 comuni della Penisola, è una iniziativa promossa dalla Fondazione Isal (e fortemente sostenuta dalla Presidenza della Repubblica) dedita ad informare tutti i cittadini sui centri specializzati dislocati sul territorio nazionale e le tipologie di terapie a cui si può ricorrere.

L’informazione è un punto di forza di questa iniziativa. Secondo alcuni sondaggi ben il 70% degli italiani è all’oscuro di questo diritto, così come viene ignorato dal 50% dei medici. Stando ai sondaggi, inoltre, il dolore è un elemento che riguarda ben un quinto della popolazione italiana (circa 12 milioni di cittadini) influendo sulle ore di sonno, sul lavoro e sulla qualità della vita, con costi sociali altissimi. Si parla di più di un miliardo di ore lavorative perse per problemi legati al dolore.

Mentre, sono stati spesi circa due miliardi di euro in farmaci e prestazioni contro il dolore, tra l’altro poco adeguati o per nulla efficaci. “Con l’iniziativa chiediamo a istituzioni e classe medica di rendere finalmente concreta la legge 38” ha ribadito William Raffaeli, presidente della Fondazione. Una richiesta più che opportuna visto che sono appena otto le Regioni che, finora, hanno recepito con una delibera l’intesa siglata lo scorso Luglio 2012 sui requisiti che devono possedere le strutture per le cure palliative e per la terapia del dolore, come ha tenuto a ricordare in un messaggio il sottosegretario alla Salute Paolo Fadda.

dolore schiena

Per non parlare dei fondi per la maggior parte ancora inutilizzati (più di 2 milioni di euro) stanziati dalla stessa legge, da poter utilizzare per la realizzazione di progetti in tal senso. Anche la possibilità di accedere a determinati farmaci per il dolore, in particolare gli oppioidi, è limitata, spingendo la maggior parte dei pazienti sofferenti di patologie non ritenute gravi a ricorrere al consumo di anti infiammatori spesso inadeguati e dannosi, come ci ricorda Guido Fanelli, presidente della Commissione Nazionale sulle Cure Palliative e la Terapia del Dolore, del Ministero della Salute:

Continuiamo a spendere mezzo miliardo per i Fans (gli anti-infiammatori), spesso inappropriati, contro gli 80 milioni per gli oppioidi“. La dimensione del dolore, infatti, non riguarda solo i casi estremi degli ammalati oncologici ma chi è sofferente alla la schiena, di nevralgie alla testa legate o ad altre patologie meno serie ma altrettanto fastidiose.

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