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Cesare Bocci malattia moglie: «A Luca Zingaretti non avevo detto nulla…»

Cesare Bocci, attualmente sullo schermo con le repliche de Il Commissario Montalbano, non ha mai nascosto la malattia della moglie Daniela Spada. La vicenda, raccontata in un libro Pesce d’aprile: Lo scherzo del destino che ci ha reso più forti – come sottolineato dallo stesso titolo – è stata una dura prova dalla quale Cesare e Daniela sono usciti più uniti e consapevoli. Un dramma infinito, cominciato nel Duemila quando, proprio il primo aprile, Daniela fu colpita da un ictus mentre allattava la bambina nata pochi giorni prima. Momenti terribili che la coppia ha ricordato a distanza di tempo, come una terapia per esorcizzare il dolore e, perché no, esser d’aiuto a chi lotta contro orribili battaglie.

Cesare Bocci, la malattia della moglie ha rafforzato la coppia

Per un assurdo accanimento del destino, sulla strada della ripresa, mentre Cesare Bocci e Daniela combattevano affinché la Spada tornasse a condurre una vita il più normale possibile, la coppia ha dovuto affrontare anche la lotta contro il cancro. Eventi devastanti che, in un’intervista a Leultime20.it, Cesare e Daniela ricordano con la dignità e il sorriso che li rendono ancora più grandi. Il libro, chiesto a gran voce dagli amici della coppia, ha permesso a Cesare Bocci e Daniela Spada di scoprire sentimenti e stati d’animo, che seppur vissuti in simbiosi, sfuggivano all’uno e all’altra. “Attraverso la mia scrittura – ha rivelato l’attore – (Daniela ndr.) ha scoperto stati d’animo che avevo vissuto e che non immaginava e viceversa”.

I ricordi sbiaditi hanno, poi, costretto la coppia a parlare con le persone che gli erano state vicine in quei periodi, scoperchiando particolari che forse non avevano il coraggio di accettare: “Parlando con mia sorella, – ha affermato Cesareho scoperto che nei primi tempi io rifiutavo qualsiasi contatto che non fosse più che formale con mia figlia. Forse non mi sentivo capace di fare il padre da solo, non saprei, ma so che quando mia sorella me l’ha detto è stata una grande botta e che ammetterlo nel libro è stato molto duro”. E tra i lettori dell’opera a quattro mani di Mimì Augello e consorte, non poteva che esserci il Commissario Montalbano. “A Luca Zingaretti – ricorda l’attore marchigiano – non avevo detto nulla, ma un giorno mi ha chiamato dall’aeroporto per dirmi che l’aveva comprato e che stava piangendo e ridendo allo stesso tempo”.

Cesare Bocci Daniela Spada: “La malattia ci ha tolto la paura”

Oggi che l’incubo è finalmente alle spalle, Cesare Bocci e Daniela Spada tracciano un bilancio positivo dell’esperienza che “Ci ha anche tolto la paura del diverso, della malattia” – afferma Bocci. “Certo che se potessimo tornare indietro per poter fare tutto quello che Daniela non può più fare, be’ un pensierino ce lo faremmo, però oggi noi siamo quello che siamo grazie a questa esperienza”, conclude l’amatissimo attore.

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