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Cessione Milan: ultimatum dei cinesi a Berlusconi, Brocchi già a rischio

L’ultimatum dei cinesi a Berlusconi è un messaggio forte e chiaro. La cessione di quote del Milan è uno step fondamentale. Ad ora solo pour parler tra il Presidente e la cordata interessata all’acquisizione della società. I piccoli azionisti spingono per risposte certe in tempi certi. La cordata cinese è in pressing, il fine è quello di rilevare il 70% delle quote societarie. Una scalata che ricorda molto quella dei cugini dell’Inter: 3 anni di rivoluzione dirigenziale, per poi consentire a Berlusconi di mantenere la nomina a Presidente Onorario.

Problema principale è il tempo. Da quanto apprendiamo l’ultimatum è reale, infatti se entro il prossimo weekend non giungerà una risposta positiva, l’asset cinese potrebbe tirarsi indietro definitivamente. I dubbi di Berlusconi sono numerosi, non si spiegherebbe altrimenti l’attendismo dell’ex Presidente del Consiglio. Sembra però che le garanzie portate dalla cordata siano tangibili. Un tatticismo fondato sull’incertezza. Gli azionisti sono preoccupati anche dal punto di vista delle scelte tattiche. Non è piaciuta infatti la sostituzione di Mihajlovic con Brocchi.

L’attuale allenatore del Milan non è infatti considerato all’altezza del compito ed è attualmente a rischio. Sulla testa del tecnico rossonero aleggia una spada di Damocle con il nome di Marcello Lippi. L’unica strada percorribile per avere una riconferma anche nella prossima stagione per Brocchi passa dalla finale di Coppa Italia.

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