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Charlie Gard ultime notizie: caso riaperto, giudici decideranno sul protocollo italiano

Il caso del piccolo Charlie è ormai di dominio pubblico. Il bimbo è nato lo scorso 4 agosto e fino alle prime settimane di vita sembra sano. Otto settimane più tardi, però, arriva la tremenda diagnosi: sindrome da deperimento mitocondriale, ne esistono solo altri 16 casi al mondo e non esiste, al momento, alcuna terapia in grado di curare questa rara malattia.

Nonostante le cure del prestigioso Great Ormond Street Hospital di Londra, i medici non hanno potuto fare altro che arrendersi all’evidenza e all’infausto destino del piccolo Charlie. Nonostante questo, gli specialisti si sono comunque prodigati al fine di fare approvare nel marzo 2017 una nuova cura sperimentale mai testata su alcun paziente con un quadro clinico analogo. Le condizioni sono comunque peggiorate e ora Charlie non è più nemmeno in grado di respirare e mangiare in seguito ai danni al cervello dovuto all’encefalopatia.

Ora, l’ospedale londinese ha accolto la proposta di una cura sperimentale sviluppata da diversi scienziati e medici all’Ospedale Bambin Gesù. Il protocollo è stato spedito ieri mattina tramite lettera e l’istituto pediatrico londinese si è quindi rivolto all’Alta Corte. Mariella Enoc, presidente dell’ospedale Bambin Gesù ha commentato: “Ringrazio tutte le persone che fanno ricerca, perché noi non sappiamo quanto sia la loro fatica e la soddisfazione di collaborare per salvare delle vite. Sono molto contenta per la mamma e il papà di Charlie che hanno una piccola speranza e per l’opportunità che gli viene data. Noi non sappiamo i risultati ma crediamo nella scienza e nella possibilità di andare avanti“.

Il team di esperti che sta lavorando al nuovo protocollo, composto da un ricercatore italiano, due inglesi, uno spagnolo e uno americano, ha spiegato così la nuova cura sperimentale: “Esistono evidenze scientifiche anche se ci rendiamo conto della preoccupazione che la terapia con deossinucleotidi possa non avere effetto sull’encefalopatia. Esistono evidenze dirette e indirette che dimostrano chiaramente che i deossinucleotidi attraversano la barriera emato-encefalica e sono in grado di correggere gli squilibri dei pool di DNTP mitocondrialei. Siamo consapevoli del fatto che la terapia sia sperimentale e, in teoria, dovrebbe essere testata su modelli murini. Tuttavia, non c’è tempo sufficiente per svolgere questi studi e giustificare il trattamento per Charlie Gard“.

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