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Charlie Hebdo, il fondatore si dissocia: “Charb ha sbagliato”

A parlare è Delfeil de Ton, fondatore del Charlie Hebdo, e le sue parole sono durissime: “Ce l’ho veramente con te, Charb [lo pseudonimo del direttore del giornale ucciso dai terroristi nell’attentato della settimana scorsa n.d.r.]. Che bisogno c’era di questa escalation a tutti i costi?”. De Ton si chiede perché il direttore del Charlie Hebdo ci sia andato ostinatamente sempre così “giù pesante” con la religione musulmana. A suo dire una linea editoriale folle e insensata, volta più a “cercare grane” che a far riflettere il lettore.

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Le prime perplessità di de Ton risalgono al 2011, quando Charb decise di intitolare il giornale “Charia Hebdo”, chiara presa in giro della shari’a, la legge religiosa musulmana. “Che bisogno c’era di trascinare tutti in questa escalation?” si chiede de Ton, secondo cui anche Wolinski, famoso fumettista ucciso nell’attentato del Charlie Hebdo, non era d’accordo con questa linea editoriale. Il disegnatore infatti avrebbe detto: “Credo che siamo degli incoscienti e degli imbecilli che corriamo un rischio inutile. Tutto qui. Ci si crede invulnerabili. Per anni, decine di anni, si fa provocazione e poi un giorno la provocazione si ritorce contro di noi. Non bisognava farlo”.

E de Ton conclude amaro: “Non bisognava farlo, ma Charb l’ha fatto ancora l’anno dopo, nel settembre 2012”.

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