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Charlie Hebdo: strage pianificata da cellula jihadista ramificata

Nei due blitz praticamente contemporanei, ieri pomeriggio a Parigi, i reparti speciali francesi hanno ucciso gli autori dell’assalto armato al Charlie Hebdo e il loro presunto complice, autore della sparatoria in cui è morta una poliziotta, a Montrouge. Con ogni probabilità, quindi, tutti membri di una medesima cellula jihadista in azione nella capitale francese. Le teste di cuoio francesi hanno preso d’assalto la tipografia a Dammartin-en-Goele, dove si erano trincerati i fratelli Kouachi, uccidendoli. Negli stessi istanti un altro assalto delle forze dell’ordine aveva luogo nel negozio kosher di Parigi dove si era rinchiuso il terrorista Amedy Coulibaly, complice dei fratelli franco-algerini.

Tre uomini sono riusciti a tenere sotto scacco la Francia per ben 3 giorni. L’Isis ha rivendicato gli attentati, tuonando minacce all’occidente, in tutto il Paese il clima è di alta tensione e terrore. L’Europa assiste sgomenta ad uno spargimento di sangue che ha la parvenza di essere solo l’inizio di un incubo che nasce da un diabolico piano di matrice islamica. Ma chi erano i killer? I fratelli Kouachi erano già noti alle forze dell’ordine; uno di loro, Cherif, ieri mattina ha interagito via cellulare con BFM TV, dichiarando apertamente la sua appartenenza ad Al Qaeda. “Sono in missione per al Qaeda dello Yemen”, ha detto il terrorista. Idem dicasi per Amedy Coulibaly, il sequestratore di Vincennes anche autore della sparatoria dell’8 gennaio a Montrouge, che ieri ha contattato sua sponte la redazione della medesima tv per dichiarare di essere “sincronizzato” con i fratelli Kouachi: “A loro Charlie Hebdo, a me i poliziotti”, ha detto per spiegare la ripartizione dei rispettivi ruoli nell’attacco terroristico.

Le vite dei tre assassini si erano già incrociate in passato. Coulibaly aveva 32 anni ed era nato nella regione dell’Île-de-France. Condannato per furto di armi nel 2001, stando a quanto riportato da alcune fonti francesi, il sequestratore di Vincennes ebbe dei contatti con Chérif Kouachi, tra il 2005 e il 2006, in prigione a Fleury-Mérogis, a Parigi. Ancora, tra i due killer vi sarebbe stato un altro punto di contatto: avrebbero avuto, stando a quando riportato da Le Monde, lo stesso mentore, Djamel Beghal, condannato per l’attacco terroristico alla metro di Parigi.

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