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Charlie Hedbo: #jesuischarlie e la satira che non muore mai

Sono passate poco più di 24 ore dall’attentato a Parigi nella sede della rivista satirica Charlie Hedbo e sul Web continua incessante la solidarietà alle vittime. Tweet e messaggi su Facebook nelle ultime ore si sono susseguiti, sempre più numerosi: è così che gli utenti della Rete hanno voluto dimostrare il loro sdegno e la loro rabbia nei confronti di un gesto – l’attentato ad un giornale satirico – che mina la libertà di stampa e di informazione.

La strage di Parigi è stata considerata di un’entità pari a quella dell’11 settembre del 2001, con il crollo delle Twin Towers. Nonostante questo, la redazione del Charlie Hedbo sopravvissuta all’attentato ha voluto rispondere a modo suo a quanto successo: andando sul sito della rivista, infatti, si vede in grande la frase “Io sono Charlie” in arabo prima che in qualsiasi altra lingua, addirittura prima dello stesso slogan in francese “Je suis Charlie”, che è stato condiviso nel Web.

Subito dopo la notizia dell’attentato di Parigi, infatti, il grido del Web si è alzato con gran forza: uniti dall’hastag #Jesuischarlie, gli internauti hanno invaso milioni di bacheche, solidarizzando con le vittime e condividendo le foto delle vignette del Charlie Hedbo, o quelle di molti vignettisti che, matita alla mano, hanno consegnato ad un foglio bianco il loro omaggio al luttuoso avvenimento.

Questo pesante attacco alla libertà di stampa e di espressione, infatti, ha toccato in prima persona proprio il mondo della satira: vignettisti di tutto il mondo hanno reagito nell’unico modo che conoscono, ovvero esprimendo con una vignetta tutto il loro dolore. Ecco alcuni esempi.

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