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Che tempo che fa ospita Amos Oz: tra tradimento, fanatismo e sense of humour

A Che tempo che fa, dopo l’esecuzione dal vivo di Annie Lennox del brano “I put the spell on you” tratto dall’album “Nostalgia”, Fabio Fazio passa a presentare Amos Oz. Quest’ultimo è venuto a parlare della sua ultima fatica “Giuda” che ha come tema principale il tradimento. L’autore spiega che ciascuno di noi, crescendo, tradisce se stesso o gli altri e fa una serie di esempi: quando tradiamo i nostri ideali, quando tradiamo i nostri genitori per andare a vivere con la persona del cuore, quando buttiamo una lavatrice perché pensiamo sia rotta…

Amos Oz ricorda di essere stato chiamato ‘traditore’ dai suoi concittadini e, a questo punto, ne fa una questione di principio. Per lui questo è un club esclusivo al quale è onorato di far parte visto che in esso ci sono tanti leader politici che hanno segnato svolte importanti anche se son stati accusati di tradimenti dai loro stessi sostenitori. E a questo punto chiama traditore chi non vuole cambiare. Parla anche di Gesù che era ebreo ed è rimasto tale, non volendo fondare una nuova religione. E nel romanzo si parla di questo, con fare volutamente provocatorio, perché il suo obiettivo è riaprire vecchie ferite.

In conclusione Oz parla del suo rimedio contro il fanatismo ovvero “il senso dell’umorismo”. Non conosce nessun fanatico che abbia il senso dello humour e se anche lo avesse evidentemente l’ha perso. Se solo si potessero fare delle pillole di ‘senso dell’umorismo’ queste sconfiggerebbero il fanatismo e lui vincerebbe il Premio Nobel non per la Letteratura, ma per la Medicina. E come dargli torto?

Andrea Cerioli e Sharon Bergonzi

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