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Cheerleaders in rivolta. Le bellissime del football fanno causa

I dettagli li ha raccontati Manouchcar Pierre-Val, cheerleader dei Tampa Bay Buccaneers, formazione di football americano. Questo è il suo compenso: 100 dollari a partita per ballare durante gli casalinghe, allenarsi almeno 15 ore alla settimana, partecipare alle manifestazioni della squadra, sottoporsi a test fisici e di idoneità. A conti fatti, meno di 2 dollari l’ora, niente a che vedere con i 7,25 dollari l’ora previsti come retribuzione minima dalla legislazione USA.

ncaa cheerleaders

La ragazza, che nella vita in borghese fa l’infermiera, ha depositato una class action, ovvero un’azione legale di gruppo, al fine di ricevere tutti gli arretrati che le spettano. Perchè una class action? Perchè l’unione fa la forza e la speranza di Manouchcar Pierre-Val è quella che molte altre ragazze pon-pon si uniscano e alzino il velo di ignoranza sull’argomento.

E sembra che la cosa stia prendendo piede nel mondo delle cheerleaders americane: si registrano infatti le denunce nei confronti dei New York Jets, dei Cincinnati Bengals, dei Buffalo Bills, e degli Oakland Raiders. Ne vedremo delle belle.

photo credit: Ian Aberle via photopin cc

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