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Chef italiani emergenti: intervista a Paolo Griffa del Petit Royal di Courmayeur

A Cormayeur un giovane chef italiano guida la cucina del Petit Royal, esclusivo ristorante gastronomico ospitato all’interno all’interno dello storico e prestigioso Grand Hotel Royal & Golf.
E’ Paolo Griffa, 27enne, originario di Pralormo, piccolo comune della provincia di Torino. Un curriculum di tutto rispetto: esperienze in affermati ristoranti italiani al fianco di grandi maestri della cucina italiana.
Tra le sue esperienze più significate, in Italia, al Combal.zero e al ristorante Piccolo Lago con lo chef Marco Sacco; all’estero, in Francia, al ristorante Serge Vieirà e a Le Chateaubriand.
Da circa un anno Paolo Griffa, con la ambizione, grinta e tenacia, orchestra la cucina del raffinato ristorante gourmet di uno degli hotel 5 stelle più interessanti del Monte Bianco.
Dal lontano 1954 il Grand Hotel Royal & Golf, con i suoi due secoli di vita, è simbolo di eleganza e lusso. In questa cornice lo chef Griffa porta avanti una cucina che valorizza i prodotti locali e le eccellenze della Valle d’Aosta in un perfetto equilibrio tra conoscenza della materia prima, tecnica ed estetica…

Chef italiani emergenti: intervista a Paolo Griffa del Petit Royal di Courmayeur

Chi è Paolo Griffa?
«Un Giovane Chef ambizioso, affascinato del suo lavoro, della cultura e del design».

Ci racconta la sua idea di cucina?
«Per me cucinare vuol dire conoscere i prodotti e lavorarli per presentarli ai clienti trasformati in qualcosa di più. Cucinare non vuol dire solo proporre al cliente un piatto con del cibo sopra. Quel cibo deve essere studiato; è necessario avere un’ottima conoscenza della materia prima, delle tecniche e strizzare un occhio anche all’estetica. Nel nostro ristorante non offriamo solo del cibo ma anche un’esperienza di cucina soggettiva e personale. Racconto, attraverso i miei piatti, una mia visione sul cibo, insomma comunico un po’ di me».

Quale è la cucina che propone al ristorante Petit Royal del Grand Hotel Roya & Golf a Cormayeur?
«La cucina del Petit Royal è una cucina che valorizza i prodotti che la val d’Aosta ha da offrirmi in quanto non mia terra di origine ma territorio in cui sono ospite.
Giorno dopo giorno sto imparando a conoscere i suoi prodotti, fondamentali per la mia crescita. Collaboro con piccoli produttori locali e ho instaurato una sinergia con L’Institute Agricole della Val d’Aosta e la ONLUS Ollignan per la raccolta e l’utilizzo di ortaggi ed erbe officinali autoctone della valle».

Ha un piatto preferito? Cosa le piace mangiare quando è in famiglia?
«Sinceramente non ho un piatto preferito. Posso solo dire che mi piace mangiare e variare spesso…».

In Piemonte, quale è il suo ristorante preferito?
«Ce ne sono veramente tanti che adoro! Penso che sia una delle regioni dove la qualità, medio-alta, del cibo si possa trovare quasi ovunque.».

Cosa pensa della ristorazione italiana?
«Dopo esser stato per un tanto tempo lontano dall’Italia, sono stato felice quando sono rientrato nella mia terra e far parte della ristorazione italiana. Una ristorazione che sta cambiano attraverso il lavoro di ragazzi giovani che si stanno affacciando a questo mondo con nuove idee e nuovi stili. Ci sono poi i ristoranti più affermati, quelli ormai noti che continuano a portare l’Italia e la nostra cultura gastronomica in giro per il mondo. Penso che questo possa essere solo che un bene tant’è che quando mi sposto per eventi all’estero la gente è sempre molto incuriosita e non vede l’ora di provare la nostra cucina».

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