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Chemioterapia: perché è una delle poche cure possibili contro il cancro?

Come per ogni altra malattia, l’iter che gli scienziati seguono per trovare una cura efficace è sempre lo stesso e si basa sul metodo scientifico. Bisogna, infatti, passare attraverso numerose sperimentazioni che siano in grado di testare l’efficacia del farmaco in oggetto su migliaia di pazienti presi in esame, valutandone effetti collaterali e benefici. La chemioterapia ne è un esempio.

Ad oggi, per curare il cancro, i medici si affidano a quattro diverse tipologie di cure che hanno dimostrato efficacia negli anni e con le quali i pazienti sono guariti o hanno prolungato notevolmente la loro aspettativa di vita: chemioterapia, radioterapia, chirurgia e immunoterapia. Prendiamo in esame la chemioterapia: come funziona e su quale cura si basa? La chemioterapia si basa sulla somministrazione di medicinali detti citotossici o antiblastici che hanno come scopo principale quello di distruggere le cellule tumorali.

Viene definita una cura sistemica poiché colpisce tutto il corpo e non regioni dell’organismo. Al contrario, radioterapia o altri farmaci specifici sono in grado di risparmiare tessuti e cellule sane. La chemioterapia consiste nella somministrazione di un mix di farmaci o di un solo medicinale a seconda del tipo di terapia e il loro utilizzo si basa su protocolli standard accettati dalla maggioranza dei paesi del mondo. Viene rilasciata per endovena, per iniezione sottocutanea e intramuscolare o in pillole. Gli effetti collaterali più comuni sono: nausea, diarrea, vomito, stanchezza cronica e perdita di capelli.

La chemioterapia viene prescritta solo quando i vantaggi superano gli svantaggi e si basa su molti diversi fattori: età, sesso, condizioni generali, trattamenti precedenti. O, ancora, dal tipo di tumore, dalle caratteristiche biologiche valutate tramite esame istologico e dallo stadio al quale si trova. La scelta su come procedere, ovvero se scegliere radioterapia, farmaci, chemioterapia, si basa su elementi guida condivisi dall’intera comunità scientifica. Nei casi in cui le terapie tradizionali non si dimostrassero efficaci, al paziente verranno proposte cure sperimentali.

La chemioterapia non viene utilizzata esclusivamente per distruggere il cancro. In alcuni casi viene prescritta al paziente per ridurre il volume della neoplasia e quindi somministrata prima dell’operazione chirurgica. Oppure, nel caso la guarigione del paziente non fosse possibile, può prolungare l’aspettativa di vita del soggetto. Viene somministrata anche dopo cure a base di radioterapia o chirurgia, allo scopo di eliminare le cellule maligne residue.

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