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Chernobyl 2019, 33 anni fa il disastro della centrale nucleare: com’è oggi Pripyat, la città fantasma

Era il 26 aprile 1986, quando il reattore numero quattro della centrale di Chernobyl, poco distante dalla capitale Kiev, in Ucraina, esplose durante un fallito test di sicurezza sul RBMK 1000. Quel reattore bruciò per dieci giorni rilasciando nell’atmosfera elementi radioattivi che contaminarono tre quarti d’Europa. Un incidente di dimensioni pazzesche, il primo ad essere classificato di livello 7, il massimo della scala INES. Il secondo è stato quello della centrale di Fukushima Dai-ichi avvenuto nel marzo del 2011. All’epoca dei fatti si cercò di coprire quanto successo alla centrale, l’Ucraina era una delle repubbliche sovietiche sotto il controllo di Mosca. A lanciare l’allarme, ma soltanto qualche giorno dopo, la Svezia, il primo paese ad accorgersi di un picco dei livelli di radiazione. La notizia rimbalzò sui principali notiziari, tutti capirono quanto devastante potesse essere quella nube per il vecchio continente. Quasi 350.000 persone che vivevano nei pressi della centrale furono allontanate. Circa 600.000 cittadini sovietici furono inviati con poca o nessuna attrezzatura protettiva per aiutare a ripulire e a costruire un sarcofago in cemento sopra il reattore danneggiato. Sul numero dei morti connesse al più grande disastro nucleare della storia certezze non ce ne sono. Difficile accertare la cifra esatta.

Chernobyl 2019: Pripyat una città fantasma

Una città fantasma Pripyat. A 33 anni di distanza la vegetazione è tornata, ma dell’uomo non vi è traccia. Da quando Chernobyl e Pripyat sono state abbandonate, sono arrivati tuttavia lupi, cavalli selvatici e altri animali, che hanno però tassi di mortalità più elevati, aumenti di mutazioni genetiche e diminuzione di natalità. Si tratta di segni tangibili dei danni causati dal nucleare, che pure sono manifesti nella Foresta Rossa, dove gli alberi morti hanno preso una colorazione zenzero brillante. Gli alti livelli di radiazione hanno ucciso un tempo le piante, che nonostante la morte continuano ad essere lì, come zombie. Perché, vi chiedete? Beh, la causa è da ricercarsi nell‘assenza di batteri e funghi, morti anche essi a causa delle radiazioni.

Chernobyl 33 anni fa il disastro della centrale nucleare: com’è oggi la situazione

Ieri sera per ricordare le numerose vittime, centinaia di persone si sono radunate a Slavutych, a 50 chilometri dalla centrale nucleare, dove c’è una targa commemorativa. Qualcuno ha lasciato un fiore, qualcun altro ha acceso una candela, qualcun altro ha pregato. Eppure un vento di cambiamenti sta soffiando sulla cittadina al confine tra Ucraina e Bielorussia: sul luogo del più grave disastro nucleare della storia sono iniziati, infatti, i test per una nuova centrale elettrica “green”, che produrrà appunto energia solare. Una prima serie di pannelli è stata installata a soli 100 metri dal sarcofago costruito attorno al reattore numero 4 e secondo quanto affermato dai media locali la centrale fotovoltaica si chiamerà “Solar Chernobyl”. Una rinascita per un luogo teatro di morte. Nel presente Chernobyl sconta la sua breve vita. L’esplosione del reattore numero 4 della centrale di Chernobyl ha rilasciato nel 1986 una ricaduta 400 volte più radioattiva della bomba di Hiroshima. Cifre impressionanti: 800.000 persone sono state esposte alle radiazioni, 25.000 di queste sono morte e 70.000 sono rimaste disabili. Più di 6.000 i casi di cancro alla tiroide. 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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