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Chernobyl, a 30 anni dal disastro: cause, conseguenze e cosa accade oggi

Il 26 aprile 1986 si verificò uno dei più grandi disastri dell’ultimo cinquantennio. A causa di negligenze da parte del personale della centrale nucleare di Chernobyl, ci fu un incontrollato aumento della potenza del reattore n. 4 della centrale, che causò  la scissione dell’acqua di refrigerazione in idrogeno e ossigeno tale da provocare la rottura delle tubazioni del sistema di raffreddamento del reattore. Il contatto dell’idrogeno con la grafite incandescente provocò una fortissima esplosione e un vasto incendio.

La nuvola di materiale radioattivo ricaduta sulle aree circostanti alla centrale causò la morte di sessantacinque persone accertate e aumentò i casi di tumori alla tiroide nelle persone di età compresa fra 0 e 18 anni. Fra questi nel 2002 erano stati contati già quindici morti. Un disastro senza precedenti, anche l’Europa orientale, la Finlandia, la Svizzera, l’Italia, l’Austria, la Germania, la Francia e i Balcani furono colpiti dalla contaminazione.

Oggi migliaia di persone lavorano per otto ore alla manutenzione della centrale colpita dall’esplosione il 26 aprile 1986; inoltre vengono organizzate anche visite guidate che attirano un gran numero di turisti. Quello che è stato un disastro epocale sembra essere divenuto un luogo d’attrazione.

Written by Vincenzo Mele

Nato a Napoli il 13 Agosto 1996, si è diplomato al Liceo Classico Adolfo Pansini, in Napoli. Attualmente frequenta la facoltà di Lettere moderne all'Università Federico II di Napoli. Giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei giornalisti della Campania. Si occupa di sport, tv e gossip.

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