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Chernobyl, tracce radioattive nel latte in Bielorussia a 30 anni dal disastro

Il 26 aprile del 1986 il mondo, l’Europa e in particolare l’Ucraina e i paesi limitrofi venivano scossi dal disastro nucleare di Chernobyl; la nuvola di materiale radioattivo, alzatasi dal reattore numero 4 per il vasto incendio causato dal contatto tra grafite incandescente e idrogeno dopo la rottura delle tubazioni  del sistema di refrigerazione del reattore, ebbe conseguenze drammatiche.

Sessantacinque persone persero la vita e numerosi furono i casi di tumori alla tiroide tra i bambini di età compresa tra 0 e 18 anni; le radiazioni colpirono anche oltre i confini dell’Ucraina come ad in Bielorussia dove alcuni test hanno evidenziato ancora oggi dei residui radioattivi all’interno del latte che sarebbero ben superiori rispetto ai limiti consentiti negli alimenti.

In particolare gli scienziati avrebbero individuato livelli di isotopi radioattivi di dieci volte superiori a quanto normalmente si potrebbe individuare negli alimenti, livelli che sono stati certificati come un risultato del disastro nucleare di Chernobyl. Dalla Francia intanto il presidente dell’Autorità per la sicurezza nucleare francese, Pierre-Franck Chevet ha affermato che un incidente del genere si potrebbe verificare ancora oggi nonostante i passi avanti nella sicurezza.

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