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Chi è Giorgio Caproni: vita, opere e poetica del poeta che “spaventa” i maturandi 2017

Chi è Giorgio Caproni? Questa la domanda che attanaglia nelle primissime ore di oggi, mercoledì 21 giugno 2017, migliaia di maturandi alle prese con gli Esami di Stato 2017: tra le tracce della Prima Prova, infatti, compare il nome di questo poeta toscano. Toccherà l’analisi del testo di una poesia di Giorgio Caproni: “Versicoli quasi ecologici” (tratta dalla raccolta Res Amissa)  l’opera che dovrà essere analizzata dai candidati. Ma chi è Giorgio Caproni? Vediamo nel dettaglio una breve biografia, la poetica e le sue principali opere.

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Chi è Giorgio Caproni: la vita del poeta che spaventa i maturandi

Giorgio Caproni è nato a Livorno il 7 gennaio 1912 ed è stato non solo poeta ma anche critico e traduttore italiano. Ha vissuto gli anni neri della Prima Grande Guerra e in una delle tante interviste concesse nel corso degli anni ha raccontato: “Gli anni tra il 1915 e il 1921 sono “anni di lacrime e miseria nera”: “dopo il richiamo alle armi di mio padre […] capitombolammo in via Palestro, in coabitazione con la bellissima Italia Bagni nata Caproni e suo marito Pilade, massone e bestemmiatore di professione nonché barbiere dirimpetto allo Sbolci, arcifamoso fra gli scaricatori per i suoi fulminanti ponci al rhum.”

Già a Livorno, Giorgio Caproni presentava quello che chiama “il baco della letteratura” e abbia scritto il primo tentativo i racconto (“un racconto sul diavolo”, intitolato Leggenda montanina, ancora conservato fra le sue carte). Del suo carattere malinconico già mostratosi durante l’infanzia “ero un ragazzaccio, sempre in mezzo alle sassaiole, quando non me ne restavo incantato o imbambolato. Non ero molto allegro: tutto “mi metteva veleno” in partenza: mi noleggiavo per un’ora la barca o la bicicletta, e già vedevo quell’ora finita”. Ne soffrivo in anticipo la fine”.

L’esperienza genovese

Trasferitosi a Genova, Giorgio Caproni, studiando composizione, racconta di avere scritto per la prima volta dei versi: “Da ragazzo studiavo armonia musicale, tentavo di comporre dei corali a quattro voci. Normalmente al tenore si affidano dei versi, che io attingevo dai classici più musicabili e piani, come Poliziano, Tasso o Rinuccini, finché un giorno mi accorsi che il mio maestro – questi versi – non li leggeva nemmeno. Da allora mi feci vincere dalla pigrizia e cominciai a scriverne di miei. È così che ho iniziato; poi il musicista è caduto ed è rimasto il paroliere, ma non è un caso che tutto questo sia accaduto a Genova, città di continua musicalità per il suo vento. Andavo al ponte dell’Alba, dove alla ringhiera ci sono dei dischi che fischiano una musica straordinariamente moderna. I miei versi sono nati in simbiosi con il vento”.

Le scoperte poetiche di Ungaretti e Montale

Scopre e sottrae l’Allegria di Ungaretti, vero e proprio sillabario poetico: “M’insegnava infatti a ritrovare in casa nostra il sapore perduto della grande – semplice – poesia parola per parola, silenzio per silenzio, e non unicamente sulle pagine rubate che mi stavan sott’occhio, ma anche, chissà per quale contagio (ed è la più grande lezione che mai abbia appreso da un nostro poeta contemporaneo) sulle pagine che già credevo d’aver letto di altri grandi poeti antichi e moderni, che ora invece (dopo la scansione dell’Allegria) mi pareva non di rileggere, ma di leggere per la primissima volta, e con una partecipazione intima che prima non m’ero sognata.” Risale a questo periodo anche l’incontro con gli Ossi di seppia montaliani, comprati su una bancarella nell’edizione Ribet del 1928.

L’esperienza militare della Seconda Guerra Mondiale

Dopo essere stato richiamato alle armi, Giorgio Caproni nel giugno 1940 fu inviato a combattere la fulminea campagna di Francia, che molti anni dopo avrà a definire un capolavoro di insensatezza. Tale esperienza lo condusse in una fase di profonda riflessione e ripensamento, che però non gli impedì di esprimersi con toni celebrativi verso il regime in alcuni articoli pubblicati nella rivista Augustea tra il 1938 e il 1940. L’8 settembre 1943 si trovava a Loco. Posto di fronte all’eventualità di arruolamento nelle brigate della Repubblica di Salò preferì entrare nella Resistenza, attiva in Val Trebbia, svolgendo, come commissario del Comune di Rovegno, compiti essenzialmente civili. Fu per molti anni maestro elementare, iniziando a Casorate Primo la sua esperienza di insegnamento.

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Le curiosità su Giorgio Caproni

Amico stimato di Pier Paolo Pasolini, Giorgio Caproni nel 1975 prese parte al suo ultimo film Salò o le 120 giornate di Sodoma, doppiando l’attore non professionista Giorgio Cataldi nel ruolo dello spietato, apatico e lunatico Monsignore.

Il cappotto di lana è il titolo di un cortometraggio di finzione, diretto da Luca Dal Canto, dedicato al poeta labronico e realizzato in occasione del Festival Caproni organizzato a Livorno nel dicembre 2012. Frutto della fantasia degli sceneggiatori, il corto è stato uno dei film brevi italiani più premiati in Festival nazionali e internazionali di cinema indipendente nel 2013 con 48 selezioni ufficiali e 16 premi.

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Chi è Giorgio Caproni: la sua poetica

Qual è la poetica di Giorgio Caproni? Nella sua poesia canta soprattutto temi ricorrenti (Genova, la madre e la città natale, il viaggio, il linguaggio), unendo raffinata perizia metrico-stilistica a immediatezza e chiarezza di sentimenti. Nel corso della sua produzione Caproni procede sempre maggiormente verso l’utilizzo di una forma metrica spezzata, esclamativa, che rispecchia l’animo del poeta alle prese con una realtà sfuggente impossibile da fissare con il linguaggio. Giorgio Caproni è stato un fine traduttore dal francese (e più raramente da altre lingue).

Lo stile di Giorgio Caproni

Questo stile è evidente anche nell’impiego della forma classica del sonetto, impiegato in forma “monoblocco”, ovvero senza divisioni strofiche. Caproni spezza la regolarità e il ritmo del sonetto utilizzando rime interne, enjambements, una sintassi spesso franta e il ricorso a interiezioni. L’ultima fase della sua poesia (da Il muro della terra in poi) insiste sul tema del linguaggio come strumento insufficiente e ingannevole, inadeguato a rappresentare la realtà.

Giorgio Caproni: Versicoli Quasi Ecologici

Ecco il testo di Versicoli Quasi Ecologici, lo scritto di Giorgio Caproni sottoposto ad analisi per la Prima prova di italiano:

Le opere di Giorgio Caproni

Ecco tutte le opere redatte e scritte da Giorgio Caproni:

Poesia

  • Come un’allegoria (1932-1935), prefazione di Aldo Capasso, 1936 e 2002
  • Ballo a Fontanigorda, 1938
  • Finzioni, 1941
  • Cronistoria, 1943
  • Stanze della funicolare, 1952 e 2012
  • Litania, 1954
  • Il passaggio di Enea. Prime e nuove poesie raccolte, 1956
  • Il seme del piangere, 1959
  • Congedo del viaggiatore cerimonioso e altre prosopopee, 1965
  • Il Terzo libro e altre cose, 1968 e 2016
  • Versicoli del Controcaproni, 1969 e seguenti, inediti
  • Il muro della terra, 1975
  • Erba francese, 1979
  • L’ultimo borgo. Poesie, 1932-1978, a cura di Giovanni Raboni, 1980
  • Il franco cacciatore, 1982
  • Tutte le poesie, 1983
  • Il Conte di Kevenhüller, 1986
  • Poesie 1932-1986, 1986
  • Allegretto con brio, 1988
  • Res amissa (postumo), a cura di Giorgio Agamben, 1991
  • L’opera in versi, a cura di Luca Zuliani, 1998
  • Quaderno di traduzioni, a cura di Enrico Testa, 1998
  • I faticati giorni. Quaderno veronese 1942, a cura di Adele Dei, 2000

Narrativa

  • Il labirinto, Milano, Garzanti, 1984
  • La valigia delle Indie e altre prose, 1998
  • Aria celeste e altri racconti, 2003
  • Racconti scritti per forza, a cura di Adele Dei, 2008

 

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