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Chi è il piccolo Charlie Gard e qual è la malattia rara che lo ha colpito: oggi sarà staccata la spina in Gran Bretagna (FOTO)

Oggi, venerdì 30 giugno 2017, la Gran Bretagna darà l’ultimo saluto al piccolissimo Charlie Gard, il bimbo affetto dalla sindrome di deperimento mitocondriale tenuto in vita solo dalle macchine. Nelle scorse ore è arrivata la decisione della Corte di Strasburgo che ha deciso di staccare i macchinari portando alla definitiva morte di Charlie Gard. Ad annunciarlo sono stati i suoi genitori, Chris Gard e Connie Yates, che hanno perso la battaglia legale, arrivata fino alla Corte europea dei diritti umani, per portare a proprie spese il bimbo negli Usa e sottoporlo a una cura sperimentale.

Chi è il piccolo Charlie Gard?

Il piccolo Charlie Gard era nato in buona salute lo scorso 4 agosto. Ma dopo otto settimane aveva cominciato a perdere forze e peso. Così i genitori lo hanno portato in ospedale dove gli era stata diagnosticata la sindrome di deperimento mitocondriale: questa provoca il progressivo indebolimento dei muscoli. Ci sono soltanto sedici casi al mondo, ma purtroppo entrambi i genitori sono portatori del difetto genetico e quindi Charlie non ha avuto scampo. Da allora il bambino è in terapia intensiva, intubato, e secondo i medici non ha speranze di sopravvivere.

Secondo la Corte di Strasburgo è meglio staccare tutto per evitargli ulteriori sofferenze. I dottori sostengono che Charlie non può sentire, muoversi, piangere o deglutire e che i suoi polmoni funzionano solo grazie alla macchina a cui è attaccato. Il piccolo avrebbe anche subito danni cerebrali irreversibili. A loro giudizio, il trattamento sperimentale americano cui i genitori vorrebbero sottoporlo non migliorerebbe le sue condizioni. Una posizione avallata prima da un giudice dell’Alta Corte, nel marzo scorso, poi da una Corte d’Appello e infine dalla Corte europea per i diritti umani, che ha dato martedì la sentenza definitiva.

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La rabbia dei genitori di Charlie Gard: “Abbandonati”

La rabbia dei genitori di Charlie Gard: “Noi e soprattutto Charlie siamo stati terribilmente abbandonati lungo tutto il processo.” Lo hanno detto a margine della sentenza della Corte di Strasburgo volendo ringraziare, comunque, tutti i comuni cittadini che hanno dato loro sostegno, non solo spirituale, ma economico, tramite una colletta che ha raccolto 1,4 milioni di sterline che sarebbero serviti per portarlo negli Stati Uniti e tentare di salvarlo. I Gard vogliono trascorrere le ultime preziose ore col piccolo che: “Ci lascerà sapendo di essere stato amato da migliaia di persone.”

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La decisione sul piccolo Charlie Gard: le reazioni italiane

Il caso di Charlie Gard coinvolge tutti emotivamente. Un portavoce della chiesa cattolica in Inghilterra e Galles non risparmia i duri commenti e critica la decisione straziante della Corte di Strasburgo prendendo le difese dei Gard che “comprensibilmente hanno tentato in tutti i modi di salvare il loro figlio”.

Durissime le reazioni politiche dall’Italia: “Il caso rappresenta un inquietante salto di qualità di quella cultura della morte che affligge la nostra società”, afferma in una nota il Forum delle Associazioni Familiari di Milano. Massimiliano Fedriga, capogruppo alla camera della Lega, invece fa: “Appello a Papa Francesco, perché intervenga con la sua autorevolezza per fermare la sentenza di morte verso Charlie.” E ancora, rincara il senatore leghista Roberto Calderoli: “Quello di Charlie Gard sarà un assassinio di Stato.”

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