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Chi è Ramy, il ragazzino di 12 anni “eroe” che ha evitato la strage sul bus

Sembrava all’inizio il gesto isolato di uno squilibrato, invece l’autobus sequestrato e dato alle fiamme a San Donato Milanese dal 47enne delle Autoguidovie Ousseynou Sy, era un attentato vero e proprio. In quei momenti difficili un ragazzino ha mantenuto la calma, scoprendo forse un coraggio e un sangue freddo che non sapeva di possedere. Si tratta di Ramy, un tredicenne, acclamato dai compagni come l’eroe della giornata. Già, a sventare il piano terroristico, è stato un giovane di origini egiziane ed è un fatto questo su cui dovrebbero riflettere i tanti italiani che sui social hanno pubblicato frasi razziste, xenofobe e offensive nei confronti degli stranieri.

Autobus in fiamme: a sventare l’attentato Ramy, piccolo eroe

Ramy è un eroe al pari dei carabinieri, dei vigili del fuoco, dei soccorritori. Ramy ha avuto la forza di non consegnare il cellulare al terrorista. Dopo averlo nascosto ha lanciato l’allarme per sentirsi dire dall’altra parte, dal 112, che si trattava di uno scherzo. Non ha mollato e sempre lui, figlio di genitori egiziani, da anni in Italia, ha telefonato il padre perché allertasse le forze dell’ordine. Il sequestratore, che ha agito per vendicare i morti nel Mediterraneo, ha preso tutti i cellulari delle persone a bordo e li ha legati con delle fascette. Complice una distrazione e il supporto di Riccardo e Adam (un italiano e un bimbo anche lui egiziano) Rami è riuscito a divincolarsi e ad usare il proprio telefono, mettendo in salvo se stesso e i compagni. Tra questi c’è Adam, che frequenta assieme a lui l’istituto Margherita Hack di San Donato: «Quando l’autista ci ha requisito i telefoni, lui lo ha nascosto e ha chiamato il 112: è il nostro eroe!». 

Ramy, il bambino eroe del bus incendiato

Sembrava la trama di un film dell’orrore, che tuttavia ha avuto un epilogo felice. Un vero miracolo che tutti i 51 presenti a bordo del pullman siano sani e salvi. A “Repubblica” il piccolo Ramy ha ripercorso quei drammatici momenti: «Mi sono anche fatto un po’ male, ma solo così insieme a un mio amico sono riuscito a contattare i soccorsi. Quello lì aveva già cosparso l’autobus di benzina e aveva detto che voleva ucciderci! Eravamo molto spaventati, lo vedevamo spargere benzina. Aveva sequestrato i telefoni ma quello di un mio compagno è caduto. Sono riuscito a slegare le corde, facendomi anche un po’ male, poi ho preso il telefono e abbiamo chiamato carabinieri e polizia!». Invece di inveire contro gli stranieri, di scrivere su twitter frasi come «Mandateli a casa loro», di urlare discorsi di matrice razzista, sarebbe bello che quegli stessi leoni da tastiera dedicassero un post all’egiziano Ramy, piccolo eroe dei giorni nostri.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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