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Chi è Santo Stefano? Nel suo giorno ecco la storia del primo martire cristiano

Il giorno dedicato a Santo Stefano cade oggi, il 26 dicembre, subito dopo Natale. Anticamente il giorno dedicato a questo martire si celebrava il 3 agosto, ovvero la data in cui venne rinvenuta la sua tomba nell’anno 415  dal prete Luciano. Secondo la leggenda il luogo esatto del ritrovamento gli venne suggerito in sogno da un vecchio con una lunga barba bianca e con in mano una bacchetta d’oro: il dotto Gamaliele. Del Santo pare non restasse nulla, se non cenere e ossa, che vennero portate a Gerusalemme dove il primo martire della storia del cristianesimo iniziò ad essere festeggiato il giorno successivo al Natale.

Della vita precedente la conversione di Stefano non si sa quasi nulla, incerte risultano anche le sue origini: si ipotizza potesse provenire dall’Anatolia ellenica per il semplice motivo che Stefano, in greco, significa “coronato”. Dopo aver incontrato gli apostoli anche Stefano sposa il culto cristiano e inizia a mettere a frutto un talento naturale: sapeva predicare ed essere molto convincente. Faceva parte di una delle prime comunità cristiane in cui tutti i cittadini mettevano i propri beni a disposizione per poi essere equamente distribuiti. Il suo essere un giovane brillante ed integerrimo lo porta a diventare amministratore dei pubblici averi, oltre che un idolo delle folle. La sua abilità oratoria e il potere che gli apostoli gli conferiscono lo portano al centro di invidie e maldicenze: trascinato nel Sinedro viene accusato di “Bestemmia contro Dio e contro Mosè“.

Così per Stefano viene proclamata la sentenza di condanna mediante lapidazione: viene trascinato fuori dalle mura e preso a sassate fino alla morte. Ad assistere all’esecuzione proprio un giovane Saul, colui che sulla via di Damasco si convertirà e diverrà San Paolo. Molti oggi si contendono l’esclusiva delle spoglie del Santo o la custodia di alcune sue presunte reliquie: Venezia, Roma, Napoli, Ancona, Ravenna ma anche Besançon e Istanbul. Santo Stefano è il protettore dell’Ungheria. Pare che durante il martirio Il giovane abbia pronunciato le stesse parole di Gesù sulla croce: “Signore, non imputar loro questo peccato“.

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