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Chi è Tiresia? Storia e leggende sull’indovino cieco

Dalla mitologia greca alle più recenti Conversazioni di Andrea Camilleri, Tiresia è un celebre indovino di origine tebana, narrato in numerose leggende. Cieco e transessuale, Tiresia è un personaggio mitologico che vive la trasformazione in una donna e viceversa. O per meglio dire – secondo la precisazione dello scrittore siciliano a Il Messaggero«In verità, Tiresia non è transessuale, è stato totalmente uomo e totalmente donna. – ha detto raccontando i motivi che lo hanno condotto a intessere la sua Conversazione su TiresiaQuesta è una delle ragioni che più mi ha appassionato, vivere perfettamente il lato femminile e il lato maschile. Io ho sempre amato molto le donne ma non ho mai desiderato di possedere un corpo di donna».

Tiresia, le leggende sulla cecità

Il mito di Tiresia è accompagnato – come anticipato – da tantissime leggende. Del celebre indovino di origine tebana se ne narrò, per esempio, sia nell’Odissea di Omero, che nelle Metamorfosi di Ovidio, ma anche Dante non si sottrasse dal raccontare questo mito. La leggenda vuole che l’indovino – figlio di Evereo e della ninfa Cariclo – mentre camminava tra le colline, scorse due serpenti che si stavano accoppiando e, colpendo quello di sesso femminile, si trasformò in una donna in carne ed ossa. Si dice anche che, passati sette anni nei panni femminili, in cui provò tutti i piaceri che una donna potesse provare, vedendo nuovamente due serpenti accoppiati e colpendo il maschio, tornò nuovamente ad essere uomo. Questa doppia trasformazione creò enorme frastuono tra gli dei dell’Olimpo e, chiamato in causa da Zeus e Era – che durante una controversia decisero di chiedere a Tiresia se, nell’atto amoroso, provasse più piacere nei panni di una donna oppure in quelli da uomo – Tiresia, senza alcun indugio, rispose che il maggior piacere veniva provato dalla donna, in una misura nove volte maggiore rispetto all’uomo. Era, infuriata con Tiresia per aver svelato un tale segreto, lo fece diventare cieco, ma Zeus – per ricompensarlo del danno subito – gli diede la facoltà di prevedere il futuro e il dono di vivere per sette generazioni.

Tiresia, le versioni sulla fine dell’indovino

Esiste, però, una seconda versione riguardante la storia della cecità di Tiresia: si narra, infatti, che l’indovino – passeggiando lungo le sponde del fiume in cui la dea Atena faceva il bagno alla sorgente – vide quest’ultima tutta nuda e, per punizione, fu reso cieco dalla stessa ma poi – su supplica della madre Cariclo – fu reso indovino sempre dalla dea. Questo dono, secondo la leggenda, fu tramandato anche alla figlia Manto, anch’essa veggente. Anche le versioni sulla fine di Tiresia sono diverse: nella prima si racconta che nel corso dell’attacco degli Epigoni contro Tebe, Tiresia fuggì dalla città con i tebani; sfiancato, si riposò nei pressi della fonte Telfussa da cui bevve acqua gelata e morì. La seconda versione vuole, invece, che l’indovino – rimasto a Tebe con la figlia Manto – sia stato fatto prigioniero e mandato a Delfi con la stessa, dove sarebbero stati consacrati al dio Apollo. Ma, secondo questa versione, Tiresia sarebbe morto per la fatica durante il cammino.

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