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Chi era Emanuela Orlandi: il giallo irrisolto della ragazza sparita 36 anni fa

Emanuela Orlandi aveva soltanto quindici anni quando si sono improvvisamente perse le sue tracce: era il 22 giugno 1983. Da quel giorno hanno preso via indagini che ancora oggi non hanno condotto ad alcuna soluzione di uno dei casi più oscuri della cronaca italiana.

emanuela orlandi

La scomparsa e i primi indizi

Emanuela Orlandi era una ragazza romana figlia di un dipendente della Prefettura del Vaticano. Appassionata di musica, frequentava lezioni di pianoforte, flauto traverso, solfeggio e canto. E fu proprio la scuola di musica l’ultimo luogo in cui la ragazza fu vista, per poi non fare mai più ritorno a casa.

Un caso che si collega alla precedente scomparsa di un’altra adolescente romana, Mirella Gregori, avvenuto poco più di un mese prima, il 7 maggio. Anche lei, come Emanuela, non è mai stata ritrovata.

Nel corso di questi lunghi 36 anni, sono state fatte innumerevoli ipotesi intorno alla sparizione di Emanuela: dalla pedofilia ai servizi segreti, fino a coinvolgere organizzazioni criminali come la Banda della Magliana o persino terroristiche come i Lupi grigi, responsabili dell’attentato a Giovanni Paolo II.

emanuela orlandi

Una nuova prova emerge dai documenti della Santa Sede

Dopo decenni di domande alle quali mai si è trovata una risposta, nel 2017 viene rinvenuto un carteggio che documenterebbe le spese che la casa pontificia ha sostenuto per l’allontanamento della 15enne. Le ultime pagine sono datate 1997: ciò rafforza l’ipotesi che la ragazza sia morta proprio in quell’anno.

Un documento – citato varie volte nei testi del giornalista Emiliano Fittipaldi – la cui autenticità è ancora da attestare – in quanto privo di timbri ufficiali – ma che alimenta gli scandali che da molto tempo circolano intorno al Vaticano.

Ancora più preoccupante è il fatto che la prima data del carteggio risalga a cinque mesi prima della scomparsa di Emanuela, facendo quindi pensare che la ragazza fosse sotto il controllo della Santa Sede già da tempo.

Il Vaticano ha sempre respinto tutte le accuse, definendo tale documentazione “falsa e ridicola“. Nel frattempo, la famiglia Orlandi non intende arrendersi e, dopo oltre trent’anni di ipotesi rimaste insolute, continua a cercare la verità sulla sparizione della giovane figlia.

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