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Chi era Gino Bartali: l’eroe che salvò centinaia di ebrei

Oggi, 19 giugno 2019, moltissimi studenti italiani sono alle prese con la prima prova dell’esame di Maturità. Una prova temuta da tutti perché non si sa mai quale argomento si dovrà affrontare. Tra i vari argomenti delle tracce d’esame 2019 è venuto fuori il nome di Gino Bartali. Un nome che tutti associano al ciclismo, ma che è legato anche al tema delle leggi razziali. Bartali riuscì nel suo piccolo a salvare centinai di ebrei, grazie soprattutto alla sua bicicletta. Gli eroi, quelli veri, si nascondo tra le persone comuni. Una figura quindi davvero importante, che è riuscita a cambiare il destino ormai segnato di diverse persone.

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La vita di Gino Bartoli e il ciclismo

Gino Bartali nacque a Ponte a Ema il 18 luglio del 1914 ed è stato un ciclista su strada e dirigente sportivo italiano. Bartali svolse la professione di ciclista professionista dal 1934 al 1954 e vinse tre Giri d’Italia (1936, 1937, 1946) e due Tour de France (1938, 1948). Inoltre vinse anche moltissime altre gare tra gli anni trenta e cinquanta, tra le quali si ricordano quattro Milano-Sanremo e tre Giri di Lombardi. Grazie alle sue vittorie ciclistiche è stato inserito nella classifica della Cycling Hall of Fame ed è il secondo degli italiani dopo il rivale Fausto Coppi. La carriera di Bartali fu condizionata dalla seconda guerra mondiale, sopraggiunta proprio nei suoi anni migliori. Soprannominato Ginettaccio, fu grande avversario di Fausto Coppi. Nonostante la grande rivalità è passata alla storia la foto che ritrae i due campioni mentre si passano una bottiglietta d’acqua durante il Tour de France 1952. È morto per un attacco di cuore il 5 maggio 2000 nella casa di Firenze ed è stato sepolto nel cimitero di Ponte a Ema. Bartali era sposato con Adriana Bani e aveva tre figli, Andrea, Luigi e Bianca.

Gino Bartali e il suo gesto eroico per gli ebrei

Gino Bartali è ricordato non solo per essere stato un grande ciclista, ma anche come eroe della Seconda Guerra Mondiale. Un giovane Gino mise a rischio la sua vita per salvare quella di centinaia di ebrei. Bartali trasportò, all’interno della sua bicicletta, dei documenti falsi per aiutare gli ebrei ad avere una nuova identità. Nel maggio 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha consegnato alla moglie di Bartali la medaglia d’oro al valore civile allo scomparso campione per aver aiutato e salvato molti ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Il 2 ottobre 2013, inoltre, Bartali è stato inserito tra i Giusti dell’Olocausto, sempre per l’aiuto offerto agli ebrei. Andrea Bartali, figlio di Gino,ha descritto il gesto eroico di suo padre nel libro Gino Bartali, mio papà.

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