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Chi ha paura delle case prefabbricate? Belle, economiche, sostenibili e possibili

Quante volte avete sentito parlare di prefabbricato associato al concetto di residenza? Il comune concetto di casa, intesa come nido e porto sicuro si scontra inevitabilmente con l’idea comune del prefabbricato che ci suggerisce qualcosa di precario, approssimato, quasi un riparo di fortuna. Niente di più sbagliato; andiamo a scoprire tutte le qualità dell’edilizia prefabbricata e sfatare tutti quei falsi miti che ancorano l’Italia ad un concetto di residenza davvero troppo arretrato rispetto alle odierne possibilità percorribili ed economicamente vincenti che all’estero vengono sfruttate a piene mani.

Recentemente, in italia, sono state introdotte delle norme volte ad abbattere il consumo energetico degli edifici e far rispettare i nuovi criteri antisismici. Ad esse si accompagna la volontà di puntare su soluzioni ecosostenibili: per raggiungere questo obiettivo è necessario vagliare sistemi costruttivi innovativi.

Pachidermi che disperdono energia
La costruzione degli edifici a uso residenziale in Italia è per la quasi totalità eseguita con la tecnologia detta “ad umido”, cioè con laterizi di diverso tipo uniti da malte di varia natura e da calcestruzzo armato. Questa tecnica esecutiva non è in grado di rispondere adeguatamente ai criteri di risparmio energetico previsti dalla normativa, come dimostrano i dati di consumo annuo risultanti dalle certificazioni energetiche delle abitazioni “tradizionali”. Le tecnologie tradizionali di nuova costruzione consumano mediamente 120-160 kWh/mq. Se consideriamo poi gli edifici costruiti tra gli anni Sessanta e Settanta, che costituiscono la maggior parte del patrimonio edilizio delle nostre città, si hanno addirittura valori dell’indice di prestazione energetica che si aggirano tra i 200 e 400 kWh/mq

Spendere meno e meglio è possibile
L’alternativa potrebbe risiedere nella tecnologia prefabbricata, ma nel nostro Paese, non vi è una vera e propria cultura della prefabbricazione. Il termine “prefabbricato” è spesso associato a qualcosa di qualità inferiore e generalmente l’immagine che ricorre più frequentemente è quella del capannone industriale. Nel caso delle abitazioni poi le cose si complicano, la parola prefabbricato è spesso associata alle case in legno, ai bungalow da campeggio insomma una soluzione in linea di massima provvisoria, o temporanea, lontana dall’idea di stabilità e solidità.

In altre regioni d’Europa e del mondo, invece, si sono sviluppate le tecniche di costruzione dette “a secco”, cioè con l’assemblaggio di materiali stratificati di vario tipo, su una intelaiatura leggera e resistente di acciaio o legno o nelle soluzioni ibride in calcestruzzo armato. La Tecnologia stratificata a secco è diventata l’alternativa al sistema tradizionale: sicura e decisamente più economica.

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