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Chiara Appendino indagata per falso in atto pubblico: “Pronta a collaborare” (FOTO)

Falso in atto pubblico. È questa l’accusa con cui la Procura di Torino ha iscritto nel registro degli indagati la sindaca del capoluogo piemontese Chiara Appendino, il suo capo di Gabinetto Paolo Giordana e l’assessore al Bilancio Sergio Rolando. Entrambi hanno ricevuto in mattinata gli avvisi di garanzia. L’ipotesi di reato nasce da una postilla inserita nel primo bilancio firmato dalla giunta a cinque stelle e fa riferimento alla vicenda dell’ex Westinghouse.

Perché Chiara Appendino è indagata?

Si tratta di un debito da 5 milioni di euro ereditato dall’amministrazione di Piero Fassino ma cancellato dal documento contabile della città. I predecessori della Appendino avevano contratto il debito con la società Ream della Fondazione Crt, che aveva anticipato come caparra i 5 milioni per assicurarsi un diritto di prelazione per costruire un grosso centro commerciale sull’area ex Westinghouse. Quei soldi, secondo gli accordi, dovevano essere restituiti nel 2017, visto che poi il progetto in questione è stato accantonato. Nel bilancio 2016, però, quella cifra non è mai comparsa.

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Chiara Appendino indagata: cosa è successo?

Le difficoltà economiche ereditate dalla precedente amministrazione e la necessità di far quadrare i conti per evitare di dichiarare il dissesto della casse comunali, però, secondo gli inquirenti hanno spinto lo staff – nei giorni concitati della chiusura del bilancio – a cambiare unilateralmente le cifre ufficiali dell’accordo con Ream, posticipando il pagamento dei famosi 5 milioni al 2018. Un’operazione che, secondo il materiale raccolto da chi indaga, è stata ordinata al dirigente dal capo di Gabinetto della sindaca Paolo Giordana, con la Appendino e l’assessore al Bilancio Rolando pienamente a conoscenza dell’alterazione.

Chiara Appendino: “Pronta a collaborare”

“Vi comunico che mi è appena stato notificato un avviso di garanzia dalla Procura di Torino per la vicenda Ream – ha sottolineato in una nota ufficiale Chiara Appendino – Sono assolutamente serena e pronta a collaborare con la magistratura, certa di aver sempre perseguito con il massimo rigore l’interesse della Città e dei torinesi. Desidero essere ascoltata il prima possibile al fine di chiarire tutti gli aspetti di una vicenda complessa relativa all’individuazione dell’esercizio di bilancio al quale imputare un debito che questa amministrazione mai ha voluto nascondere“.

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