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Chiara Dello Iacovo intervista, la giovane cantautrice: “The Voice, Sanremo, il calcio: vi svelo chi sono”

Giovanissima ma già con una bacheca ricca di riconoscimenti: Chiara Dello Iacovo, piemontese classe 1995, ha conquistato tutti sul palco dell’Ariston in occasione dell’ultimo “Festival di Sanremo” a cui ha preso parte, nella categoria “Nuove Promesse”, con il brano “Intro-Verso”. Il premio della sala stampa intitolato alla memoria di Lucio Dalla ed un secondo posto saranno dei ricordi indelebili per la brava Dello Iacovo, impegnata negli ultimi giorni con la presentazione del suo primo album “Appena Sveglia”. In una piacevole chiacchierata con UrbanPost, la giovane cantante italiana ha raccontato un po’ il suo percorso musicale fino a qui e una passione del tutto particolare: il calcio.

Ciao Chiara! Ventenne ma fresca di un’esperienza unica qual è il Festival di Sanremo: com’è arrivare secondi? Sul palco dell’Ariston ci sei sembrata tutt’altro che “Intro-Verso”: ci racconti un po’ la storia di questa canzone?
“È stato un evento bellissimo, l’ho vissuto come un grande parco giochi e devo dire che ho percepito una leggerezza del tutto inaspettata e che avrei voluto avere e di questo sono molto contenta. Sul secondo posto, non nascondo che nel momento in cui siamo rimasti solo io e Gabbani il mio “istinto animale” ha preso il sopravvento e ho sperato di vincere la gara ma questo sentimento di rivalità è passato via subito dopo neanche cinque minuti. Ripeto, è stato qualcosa che ho vissuto con una leggerezza inimmaginabile; ad esempio l’idea del cellofan che ha riscosso grandissimo successo mi è venuta solamente qualche ora prima dell’esibizione. Per quanto riguarda il brano “Intro-verso” è molto autobiografico e l’ho scritta proprio durante le ultime esibizioni a “The Voice” perché sono una persona che odia mettersi in mostra anche quando non vorrebbe ma la televisione ti obbliga a tirare fuori questa parte del tuo carattere.”

Diciamo che il grande pubblico ti conosce solo adesso ma tu sei tutt’altro che appena arrivata sulla scena musicale: dal San Jorio Festival all’esperienza di The Voice of Italy com’è cambiata Chiara?

“Beh, una domanda difficilissima a cui non sodarti precisamente una risposta. Devo dire di aver tolto tante sovrastrutture nel corso di questi anni: all’inizio mi sono fatta accompagnare dall’idea di seguire determinate regole dall’alto, adesso sono molto più libera e spontanea, diciamo che sono come voglio io.

E come vuoi essere tu?
“Sto cercando ancora di capirlo, non è per nulla semplice! La mia natura è un po’ irriverente e provocatoria e sono ancora molto legata al mondo della fantasia, a un’idea di mondo molto pura. Ho solo vent’anni ed è normale che stia cercando di mettere a fuoco questa grande “tavolozza di colori”.”

Il tuo primo album si intitola “Appena sveglia”: cosa racconti attraverso queste tracce condite da un sound pop? Intrigante il brano “La mia città”: davvero ti sta così stretta la tua terra natia?
“Il mio cambiamento ha un preciso periodo temporale: in quarta liceo ho fatto un viaggio in America e da lì sono cambiata molto. Ho ottenuto dei riconoscimenti e appena arrivata a Roma ho iniziato a manifestare la mia gioia alle persone a me più care: nessuno mi ha risposto per varie vicissitudini. Questa cosa mi ha fatto molto male, non lo nego, perché è stato un cambiamento che non è stato dettato dal mio volere ma dagli eventi. Credo che “La mia città” sia uno dei brani più apprezzati dal pubblico perché racconta le modalità di vita odierne di chi non vuole restare fermo solo nella terra dove è nato.”

Dici di essere “Appena sveglia” ma intanto dedichi un brano intero al “Signor Buio”. Chiara, aiutaci a capire questa divertente dicotomia: è un controsenso voluto? Scherzi a parte, da quel che sappiamo è un brano molto biografico: ce lo racconti?
“Wow e mica me ne ero mai accorta di questo passaggio: del tutto casuale, giuro. Comunque, “Signor Buio” è un brano a cui tengo molto perché segna la cartina tornasole dei miei sedici anni. Inizialmente erano dei frammenti di pensiero raccolti tra l’estate e l’inverno, non immaginavo mai sarebbe diventata una canzone. Dal punto di vista cronologico, nel mio primo album, si possono trovare questa prima traccia e “1 maggio” che sono le due canzoni che ho composto per prime tra cui passano comunque due anni. Il “signor buio” è una canzone adolescenziale in cui si mettono in risalto le tipiche problematiche di una ragazza di sedici anni: mi rievoca molto tenerezza e spensieratezza.”

Chiara, i tuoi fan sono curiosi di sapere: concluso l’Instore Tour dove potranno gustare i tuoi primi concerti live?
“Vai, su questa sono preparata: la data zero del mio primo tour sarà ad Aosta giorno 1 aprile. Ah no, scusate, errore mio: prima ci sarà un evento il 12 marzo a “Riva del Garda”, non fa parte del tour ma è una sorta di presentazione. Comunque presto troverete tutto il programma sulla mia pagina Facebook, non temete.”

Ah Chiara, prima di salutarci: sarai la prima donna nella Nazionale Cantante Italiani, quando arrangerai la tua “Leva calcistica del ‘68” per dirla alla De Gregori?

“Eh beh, magari un giorno mi viene spontaneo scrivere un testo come quello di De Gregori ma per il momento non c’è questa ispirazione. Devo dire che il calcio mi ha sempre affascinato fin da bambina ed il desiderio verso questo sport cresceva parallelamente alla paura dei miei genitori che mi hanno sempre osteggiata: sono gracilina e temevano mi facessi male. Ho sempre giocato in cortile e quando si è presentata l’opportunità della Nazionale Cantanti ho colto l’occasione: posso unire l’utile al dilettevole considerati i nobili scopi di questa manifestazione.”

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