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Chiede per 40 anni l’esumazione del figlio morto a soli 7 giorni, ma quando la ottiene i resti non sono nella bara

Ha dell’incredibile la vicenda di Lydia Reid, la donna scozzese che per 40 anni ha chiesto, senza esito, l’esumazione del corpo del figlio morto a soli 7 mesi. La donna, che ha raccontato la sua storia alla BBC, quando ha finalmente ottenuto di riesumare la salma, ha avuto conferma di quanto sospettava fin dal giorno del funerale del suo piccolo. La bara era vuota, è stata sepolta senza un corpo dentro.

L’esumazione è stata eseguita dall’antropologa Sue Black, che ha trovato solo un cappello, uno scialle, una croce e un’etichetta che aveva scritto erroneamente il nome di Gary. Lydia Reid,  come riportato in numerosi servizi della BBC, ha svolto un ruolo di primo piano nella campagna scozzese per portare alla luce lo scandalo delle parti del corpo di bambini morti utilizzate illegalmente per la ricerca. La notizia «è devastante», ha detto la donna all’emittente Tv.

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Lydia Reid ha detto alla BBC: «Abbiamo fatto il funerale (nel 1975, ndr) e il giorno stesso ho dichiarato che nella bara non c’era nulla. La bara era leggera. Conosco il peso di un bambino. La bara era leggera. Mio figlio non c’era. E ancora, nessuno mi credeva. Nessuno era disposto a credermi».

«Avrei voluto sbagliarmi –  ha detto la Reid – essere chiamata una vecchia stupida donna, ma nel momento in cui Sue ha sollevato quel lenzuolo dal suolo, sapevo che non c’era niente. Il mio cuore è andato in pezzi. Non sapevo cosa dire». La donna, come tutti gli altri che in questi anni hanno lottato per la verità sulle strane sparizioni di resti di bambini in Scozia, vuole che si vada a fondo. Qualcuno continua a nascondere la verità su questa sconvolgente vicenda. «Sanno cosa è successo a mio figlio – dice alla BBC – Ci sono persone che sanno benissimo cosa è successo e possono darmi pace. Possono trovare mio figlio. Anche se è stato incenerito, io voglio sapere».

«Anche se giace in un barattolo da qualche parte in un ospedale, voglio sapere. Se è possibile restituirmi i resti di mio figlio, voglio che mi siano restituiti. Se non lo è, allora almeno voglio saperlo e avere pace». L’NHS, il servizio sanitario del Regno Unito, in Scozia è stato costretto ad ammettere di avere illegalmente conservato circa 6.000 organi e tessuti negli ospedali tra il 1970 e il 2000, molti dei quali appartenenti a bambini.

Lydia Reid da molti anni sospetta che gli organi di suo figlio siano stati rimossi senza permesso, ma non ha mai trovato la prova. Ha convinto la dottoressa Black ad eseguire prove di DNA sui resti ed il tribunale ha concesso l’esumazione della salma, a 40 anni dalla morte del piccolo Gary. Il medico ha detto alla BBC«In definitiva c’è solo una possibile spiegazione logica a tutto questo, cioè che il corpo non sia mai stato messo in quella bara. Non c’è altra risposta perché non è mai accaduto che una bara con quel livello di conservazione non abbia conservato un corpo. Non ci sono capelli all’interno del cappello, non c’è alcun osso all’interno della guaina della bara».

Il corpo del piccolo è stato dunque fatto sparire prima del funerale? E’ andata quasi sicuramente così: i resti di Gary sono serviti alla macabra ed illegale raccolta di organi del NHS. La Cooperativa Funebre di Scotmid e l’NHS Lothian hanno detto che la Polizia scozzese era stata informata, ma la polizia non ha voluto fornire alcun commento ufficiale quando contattata dalla BBC.

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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