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Cibo italiano: l’Italian Sounding e come combatterlo

Grandi marchi della moda, scorci mozzafiato e il cibo. L’Italia è questo e tanto altro ancora, è la nazionale simbolo dello stile e della moda, è un borgo nascosto pieno di tesori di inestimabile valore e prelibatezze di ogni tipo. Non è un caso che il Made in Italy vanti un incredibile numero di tentativi di emulazione, provocando situazioni spiacevoli, soprattutto quando si è alla ricerca di cibo italiano all’estero. In effetti, a forza di voler replicare qualcosa che è inimitabile, è andato via via sviluppandosi un fenomeno preoccupante come quello dell’Italian Sounding. Una tendenza che ha portato molte aziende – che di italiano hanno poco se non nulla – a replicare i prodotti simbolo della dieta mediterranea, immettendo sul mercato immagini e nomi che l’Italia e il Made in Italy li “richiamano” soltanto.

Del resto Italian Sounding vuol dire proprio questo, “suonare italiano”. Che si tratti di nomi, immagini, colori e luoghi geografici, il trucco è proprio questo: imitare in tutto e per tutto il Belpaese. Imitazione a basso costo e con un tasso qualitativo che evidentemente lascia molto a desiderare. In quest’ottica sono inevitabili le difficoltà delle nostre aziende nell’esportazione del cibo italiano, anche perché ovunque c’è la corsa al risparmio, portando i consumatori di tutto il mondo a cercare il meglio a costi molto più bassi. Chi ne risente, ovviamente, è la qualità del cibo e quel concetto di eccellenza italiana, costretta suo malgrado a perdere di valore e autenticità. I numeri in questo senso dicono tanto, così come i tentativi di limitare questo fenomeno. È il caso di Snap Italy e delle sue eccellenze italiane, progetto ambizioso di cui vi parleremo tra poco.

Fatturato record per un “falso d’autore”

Come anticipato si tratta di una tendenza preoccupante, in grado di smuovere un quantitativo di denaro impressionante. Nell’ultimo decennio, infatti, il valore del falso Made in Italy in ambito agroalimentare è aumentato del 70%, abbattendo il muro record dei 100 miliardi. (De)Merito di alcune aziende piuttosto radicate all’estero, che immettono sul mercato internazionale cibo italiano di nome ma non di fatto. Il trucco, per quanto banale, è davvero efficace: basta mirare all’emozione che alcuni nomi ed immagini provocano negli acquirenti, così come accade per i falsi d’autore nel mondo dell’arte. L’allarme lo ha lanciato la Coldiretti in occasione della presentazione delle nuove norme sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti. Del resto, come sottolineato dal presidente Ettore Prandini, «all’estero più di due prodotti di tipo italiano su tre sono falsi». Parole inequivocabili, che sottolinea il pericolo cui sono esposti il cibo italiano e il Made in Italy inteso come brand.

Dai salumi alle conserve, passando per pasta, sughi di vario tipo, olio e formaggio, questo fenomeno colpisce in egual misura diversi prodotti simbolo del cibo italiano. Imitazioni che peraltro provengono da paesi mediamente ricchi, in netta controtendenza rispetto a quanto avviene nel mondo della moda. L’obiettivo, ad ogni modo, è abbastanza comune: soddisfare la fame di cibo italiano con prodotti low cost, di dubbio gusto e senza alcun controllo sull’origine delle materie prime. Per aiutarvi a non incorrere in situazioni spiacevoli, abbiamo stilato una piccola lista di prodotti da cui stare alla larga, anche quando sareste pronti a barattare le chiavi di casa per un po’ di cibo italiano all’estero. Vediamo quali sono!

  • Formaggi: Secondo Coldiretti è il prodotto più “taroccato”, soprattutto nel caso del Parmigiano Reggiano e del Gran Padano. A questo proposito tenetevi alla larga dal Parmesao (direttamente dal Brasile), dal Reggianito (Argentina) e dal Parmesan, prodotto praticamente in tutto il mondo. Presenti in unità infinitamente minori ma ugualmente preoccupanti le imitazioni di Provolone, Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago o Fontina.
  • Salumi: Prosciutto di Parma, San Daniele, Mortadella bolognese e il salame nelle sue gustosissime varianti. Tutti prodotti simbolo del Made in Italy, che il mondo prova (senza successo) a clonare. Controllate sempre la provenienza delle carni e diffidate da prodotti preconfezionati.
  • Vino: il presidente americano Donald Trump si è innamorato del Primitivo di Puglia, ma il vino più amato in assoluto resta quello con le bollicine, ovvero l’inimitabile Prosecco. In quest’ottica evitate come la peste il Bordolino (argentino), il Kressecco (Germania), il Barbera romeno (è un vino bianco!) e il Chianti californiano.
  • Sughi e pasta: non potevamo che chiudere con uno degli abbinamenti simbolo della cucina italiana nel mondo, ovvero la pasta con il sugo. A questo proposito guai a farvi vedere con i Kapeleti Mortadela (i classici cappelletti in una variante romena) o con il Sugo Bolognese, prodotto, nonostante la scrittura impeccabile, in Estonia. Infine attenzione all’Italiano Sugo (Belgio), agli Spageti (dalla Slovenia), gli Spaghete (Romania) e ai Makaroni (dall’Olanda).

Rimedi: Snap Italy e le sue Guide d’Eccellenza

Fatte queste premesse è importante provare a fare qualcosa, cercando di debellare un fenomeno di così ampio raggio ed enorme portata. Un tentativo molto interessante è quello presentato da Snap Italy, il Web Magazine a tema Made in Italy più letto in Italia, che da qualche mese ha immesso sul mercato le sue Guide d’Eccellenza, progetto parallelo alla testata dedicato alle vere eccellenze italiane. Del resto, per nostra fortuna, l’Italia è piena di angoli quasi inesplorati e brand anche poco conosciuti dal potenziale enorme, che fanno del rispetto della tradizione un vero e proprio mantra. Valore che si sta un po’ perdendo ma che è alla base del Made in Italy che ci piace.

Non il solito elenco di aziende, non il solito Advisor che si basa sulle esperienze di clienti più o meno soddisfatti. Le Guide d’Eccellenza di Snap Italy è un portale curato da giornalisti, che innanzitutto racconta un’esperienza vissuta in prima persona. Dalle aziende operanti nel settore enogastronomico a laboratori artigianali e boutique di moda (perché il Made in Italy è cibo italiano di qualità e tanto altro ancora), qui troverete un’attività nella sua complessità, raccontata attraverso gli occhi di un professionista della comunicazione. In questo modo, dalla Particolarità, caratteristica legata ad un servizio o prodotto offerto, fino al Bollino Snap Italy (dedicato a ciò che merita una particolare menzione), in questo progetto avrete modo di conoscere a fondo le vere eccellenze italiane. Di certo un progetto molto ambizioso, che mira a valorizzare l’Italia e il Made in Italy, trasformando l’Italian Sounding in un Italian… Meaning!

 

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