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Cibo scaduto: istruzione per l’uso con la data di scadenza

Non sempre i cibi scaduti sono da buttare. Sulle confezioni dei diversi prodotti che acquistiamo, la data di scadenza è riportata a volte con la scritta “ da consumarsi entro…” e altre volte con la scritta “da consumarsi preferibilmente entro…”. Questa distinzione è fondamentale perché, solo in pochi casi, mangiare un prodotto scaduto costituisce davvero un pericolo. foto di formaggi

L’indicazione “da consumarsi entro” indica la vera e propria data di scadenza e viene riportata su prodotto rapidamente deperibili quali il latte, i latticini, l’insalata in busta e la pasta all’uovo ripiena. In questo caso, il giorno successivo è necessario gettar via il prodotto. Cosa diversa invece è la scritta “da consumarsi preferibilmente entro…” che è un termine minimo di conservazione (TMC). Il termine minimo garantisce le proprietà specifiche del prodotto, cioè le sue caratteristiche organolettiche i suoi valori nutrizionali: oltre tale termine, l’alimento può cambiare colore o sapore o perdere parte delle sue proprietà nutritiva, ma se lo mangiamo non ci succede nulla. Meglio però evitare di mangiarlo se ha superato il termine consigliato da troppo tempo. In Italia è vietato il commercio di tutti prodotti scaduti e anche di quelli oltre il termine minimo di conservazione e quindi, il nostro Paese, tutela il consumatore.

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