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Ciccio e Tore a nove anni dalla morte: la tragedia di bambini morti in circostanze misteriose

Il 25 Febbraio 2008 è una data triste in cui venne scoperta a Gravina in Puglia la tragica fine dei due fratelli Francesco e Salvatore Pappalardi, 13 e 11 anni. I due bambini erano scomparsi il 5 giugno del 2006, di loro misteriosamente non si erano avute più notizie per circa due anni, fino a quando non vennero ritrovati morti in fondo ad una cisterna sotterranea in via della Consolazione. La notizia della scoperta sconvolse l’Italia, oggi ricordiamo la tragica vicenda che vide coinvolto giudiziariamente il padre. Una vicenda familiare privata, ma anche collettiva come sempre quando vengono coinvolti bambini che dovrebbero essere difesi dalle famiglie e dalla società in cui vivono.

Ciccio e Tore, i vezzeggiativi con cui erano chiamati i due fratelli, circa venti giorni prima della scomparsa erano stati affidati dal Tribunale al padre Filippo, che conviveva con una nuova compagna, Maria Ricupero, le sue due figlie ed una figlia nata dalla seconda unione del genitore. Filippo Pappalardi si era separato dalla moglie Rosa Carlucci, che viveva con un’altra figlia minorenne della coppia a Santeramo in Colle, Bari. Le indagini sui due bambini scomparsi presero in considerazione varie ipotesi: allontanamento volontario, ruolo della madre, pista della pedofilia, pista rumena e infine sul padre tutte senza riscontri. Una prima svolta avvenne il 27 novembre 2007 quando il padre di Ciccio e Tore fu arrestato con le accuse di duplice omicidio aggravato da futili motivi e dai vincoli di parentela ed occultamento di cadavere. Il 28 febbraio 2008 la seconda svolta, il ritrovamento fortuito da parte di un vigile del fuoco nel centro storico di Gravina, dei resti dei due fratelli Pappalardi. Nel pozzo che fu la tomba dei fratelli Pappalardi era caduto un altro bambino, Michelino di 12 anni, nel soccorrerlo i vigili si accorsero dei corpi di Ciccio e Tore.

La vicenda giudiziaria del genitore, Filippo Pappalardi, nel frattempo lo vede prima scarcerato grazie alla derubricazione dell’accusa ad “abbandono di minore o persona incapace aggravato da morte successiva”. Poi perizie medico legali accertano che Ciccio morì dopo poche ore dalla caduta per un’emorragia, mentre Tore dopo un’agonia per fame, sete, freddo e per i traumi riportati dalla caduta. Il 24 luglio 2009 l’inchiesta a carico di Filippo Pappalardi viene archiviata, chiudendo per sempre ogni possibile profilo penale a suo carico. Ma il 21 febbraio 2012 su esposto della madre dei due sventurati bambini, Rosa Carlucci, la Procura di Bari ha riaperto le indagini sulla loro morte. La donna sostiene che i due bambini non erano sol, ma in compagnia di altri coetanei che non avrebbero raccontato tutta la verità.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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