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Cile, undicenne stuprata dal patrigno e costretta a non abortire

E’ la tragica storia di una bambina cilena, incinta a soli 11 anni in seguito ad un violento stupro da parte del patrigno. Il suo nome è Belen, nome di fantasia attribuitole dai media cileni per preservare la sua identità. La bambina, originaria di Puerto Montt, è stata violentata dall’uomo durante una visita in casa della madre. L’undicenne vive infatti con la nonna nella provincia di Valvidia, situata nel sud del Paese.

cile bambina incinta stuprata

Ma la tragedia è un’altra: alla piccola Belen è vietato l’aborto. In Cile, paese dalla forte tradizione cattolica, l’interruzione di gravidanza è stata negata nel 1989 per un accordo tra il regime di Pinochet e le gerarchie del clero, sebbene dal 1931 fosse consentita. L’aborto è negato sia in caso di stupro sia nel caso in cui la gravidanza metta a rischio la vita della madre. Secondo la legge cilena, il figlio della piccola e del mostro che l’ha stuprata dovrà dunque nascere.

Le istituzioni cilene e, in particolar modo, il Presidente della Repubblica del Cile Sebastian Pinera, hanno espresso tutto il loro apprezzamento nei confronti di Belen, definendola una bambina “coraggiosa e matura”. “Vorrò molto bene al bambino, anche se arriva da un uomo che mi ha fatto del male. Sarà come avere un bambola fra le mie braccia“, ha dichiarato la bambina in un’intervista. Tante le petizioni e le manifestazioni in tutto il Paese per la depenalizzazione dell’aborto. Ad essere chiesto è ance il riconoscimentto del diritto alle donne di “decidere”, anche quando un mostro ha già scelto per lei…

federica sciarelli

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