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Cina: ecco l’app che aiuta i gay a combinare matrimoni di facciata

Si chaiam Queers (“finocchio“, in slang inglese) l’app cinese che aiuta gay e lesbiche a combinare matrimoni di facciata e sta letteralmente spopolando all’interno della comunità Lgbt del levante. L’omosessualità è stata depenalizzata in Cina nel 1997 eppure, manifestare apertamente il proprio orientamento sessuale è slancio ancora ardito, figurarsi in modo pubblico. E spesso, infatti, il tabù comincia proprio tra le mura domestiche.

Per utilizzare Queers basta inserire il proprio numero di telefono e pochi altri dati personali ed in pochi minuti l’applicazione è in grado di trovare addirittura migliaia di uomini gay e donne lesbiche pronti a accordarsi per “salvare la faccia” e “far felice la propria famiglia“. “L’app è stata lanciata lo scorso 5 gennaio ed in appena due settimane conta già oltre 10mila utenti registrati“: avrebbe riferito al Scmp il co-fondatore Liao Zhuoying. “L’applicazione è una costola dei siti d’incontri di Gaypark e Lespark– spiega l’Agi, che ha diffuso la notizia- su cui era stato lanciato un sondaggio per testare l’indice di gradimento“. Questo tipo di matrimonio (in cinese detto “xinhun“) non sarebbe affatto nuovo: il termine aveva già fatto capolino a partire dal 2005 su internet e nei social forum.

Il conosciutissimo sito cinese Chinagayles.com, poi, farebbe il resto: essendo infatti anch’esso una grande e popolare piattaforma di incontri focalizzati al matrimonio di facciata, fornirebbe esempi di contratti prematrimoniali che potrebbero essere molto utili in casi come questo. Gli utenti di Queers, infatti, protrebbero trarne ispirazione, dal momento che l’amore ha ben poco a che vedere con questo tipo di unione “di comodo”.

La notizia giunge mentre le applicazioni rivolte ai gay crescono in modo esponenziale, anche e sopratutto in Cina: basti solo pensare che la concorrente dell’inglese Grindr (app di incontri gay che localizza gli utenti iscritti nel minor raggio possibile e che conta 5 milioni di utenti attivi al mese nelle 192 nazioni in cui è disponibile), la cinesissima Blued, ha raggiunto 15 milioni di utenti, di cui 13 milioni conquistati in meno di un anno. Lanciata nella primavera del 2012, Blued avrebbe adesso un valore stimato di 300 milioni di dollari, superiore a molte app dello stesso genere rivolte agli eterosessuali.

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