in ,

Cinema in guerra contro il governo: NO al taglio del “tax credit”

Con l’abolizione della tax credit, gli investitori stranieri stanno già chiudendo i cassetti dei propri progetti, ma la stima è ancor peggio, dato che l’industria audiovisiva sarà costretta a lasciare a casa 2.500-3.000 lavoratori qualificati, per lo più giovani e donne.

La furia del vicepresidente di Unindustria e amministratore delegato di Medusa: Giampaolo Letta, cugino del Presidente Letta, lascia poco spazio all’immaginazione, infatti lo stasso premier, al principio del suo mandato aveva più volte affermato di voler fermare i tagli alla cultura: “mai più tagli alla cultura o mi dimetto” Ma attualmente, è prevista una dote di 45 milioni di euro, e ne mancano altri 40. Sempre secondo Letta amministratore: “Il tax credit è uno strumento capace di moltiplicare il gettito fiscale e far emergere il sommerso e consente nuove produzioni”.
cinema,sala cinema


Anche il noto attore e figlio d’arte Alessandro Gassmann, è corso a dar voce e preoccupazione dei lavoratori del cinema e della fiction tv. E su Twitter l’attore scrive: “Ministro Bray ma il tax credit per il cinema tagliato?! Così si tagliano le gambe a migliaia di lavoratori! Perché?, mi sono battuto e continuerò a battermi facendo di tutto per garantire il tax credit al cinema”. La battaglia dei produttori e degli attori al governo continua, e dalla mostra del cinema arriva l’urlo di protesta su un taglio che potrebbe assestare un ultimo, duro colpo a un’arte che sta sempre di più risentendo della crisi. Un esempio di quanto appena detto può essere sicuramente il film di Paolo Sorrentino “La grane bellezza”, infatti lo stesso produttore non è riuscito a guadagnare neanche quando il film è andato bene al botteghino.

Addio a Pino Massara: suo il brano Il coccodrillo come fa

Marquinhos al Psg

Psg: Marquinhos ha contratto l’epatite e non è andato in Svezia