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Città della Scienza, in fiamme anche 260 posti di lavoro: quale futuro?

Sono circa 160 addetti, a cui vanno ad aggiungersi altri 100 dell’indotto, tutti in lacrime ai cospetti delle quattro mura perimetrali (le sole a restare in piedi) e delle ceneri, unici resti di quella che era una forte e prestigiosa iniziativa di promozione e divulgazione della scienza, gestita dalla Fondazione Idis-Città della Scienza, e messa in atto attraverso un struttura multifunzionale nell’ex Italsider di Bagnoli, composta da un museo scientifico interattivo, un incubatore di imprese e un centro di formazione.

In 260 oggi hanno delle incognite sul proprio futuro lavorativo e temono di non trovare più occupazione. E dire che già la loro carriera non stava trascorrendo serenamente dato che, secondo alcune fonti sindacali (riportate da Corriere.it), da quasi un anno i lavoratori avevano denunciato difficoltà e ritardi nell’erogazione degli stipendi: “La situazione è stata gestita grazie al forte senso di responsabilità e alla compartecipazione degli addetti che hanno accettato anche salari di solidarietà in base ad accordi sindacali finalizzati a non intaccare i livelli occupazionali. La struttura vanta crediti dal Miur dal 2008 ma le previsioni erano quelle di superare la sofferenza in tempi ragionevolmente brevi”.

INCENDIO A 'CITTA' DELLA SCIENZA' A NAPOLI

 

A loro ed a quello che significa per la città di Napoli e per il Sud del Belpaese lo scempio avvenuto a Bagnoli è andato da subito il pensiero di numerosi vertici sindacali. “E’ un pessimo segnale, devastante e avvilente per la città, capitale del Sud, e per i giovani che hanno bisogno di credere in un futuro – ha affermato il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella -. La Città della Scienza era più di un museo, era uno dei simboli della possibilità di riscatto per Napoli e per una terra, la Campania, martoriata dalla crisi e da un pericoloso declino industriale. Il primo messaggio che ci sentiamo di cogliere da questo incidente – ha concluso Centrella – è che l’impegno di tutti deve essere ancora più forte e deciso, perché se l’incendio dipende da una causa dolosa, vuol dire che la malavita organizzata va combattuta con maggiore durezza sostenendo di più le Forze di Polizia, se invece non lo è vuol dire che persino nella Città della Scienza il rispetto delle norme sulla sicurezza e’ assente, fatto altrettanto grave”.

Per il segretario generale dell Cgil, Susanna Camusso, “Governo e Regione hanno il dovere di intervenire subito e devono assumersi l’impegno di far ripartire il sito il prima possibile dando certezza degli investimenti necessari, della celerità degli interventi e devono garantire continuità per le lavoratrici e i lavoratori. Le immagini dei lavoratori in lacrime davanti al rogo della Città della scienza – sottolinea Camusso – testimoniano quanto il mondo del lavoro sia colpito dalla distruzione di un simbolo positivo di innovazione, riqualificazione e riscatto in un’area, quella di Bagnoli, che aveva vissuto la dismissione dell’Ilva ma aveva ritrovato proprio nella Città della Scienza il primo segno di uno sviluppo possibile e di attrattività internazionale”.

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INCENDIO A 'CITTA' DELLA SCIENZA' A NAPOLI

INCENDIO A 'CITTA' DELLA SCIENZA' A NAPOLI

INCENDIO A 'CITTA' DELLA SCIENZA' A NAPOLI
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