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Cittadinanza onoraria per Patrick Zaky: la proposta del consiglio comunale di Milano

Patrick Zaky è il giovane studente egiziano dell’università di Bologna, arrestato all’aeroporto del Cairo il 7 febbraio 2020 con l’accusa di propaganda sovversiva su Facebook. In queste ultime ore il Consiglio comunale di Milano ha approvato un ordine del giorno con cui si chiede di insignire Patrick Zaky della cittadinanza onoraria. La proposta è stata lanciata dall’Organizzazione non governativa GoFair nell’ambito della campagna “Cento città con Patrick”. Tutto ciò potrebbe aiutare la sua scarcerazione. Al momento Patrick sembrerebbe star bene, almeno in base a quanto lui stesso ha scritto qualche giorno fa in una lettera inviata ai suoi genitori.

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Patrick Zaky e la proposta della cittadinanza onoraria

Il Consiglio Comunale di Milano, con una votazione del 19 febbraio 2020, come riportato da TPI.it, aveva già approvato un ordine del giorno che prevedeva “di avanzare richiesta al Governo Italiano di compiere ogni possibile azione per ottenere la liberazione di Patrick George Zaky, anche richiamando l’Ambasciatore dalla sede al Cairo […] in relazione alla mancata collaborazione delle autorità egiziane nella ricerca della verità sulla morte di Giulio Regeni”. Oggi, 7 luglio 2020, il Consiglio comunale ha approvato un nuovo ordine del giorno, a firma di Angelo Turco, Alessandro Giungi e Filippo Barberis del Pd, con cui si chiede di insignire Patrick Zaky, lo studente arrestato in Egitto il 7 febbraio scorso, della cittadinanza onoraria di Milano.

La lettera dello studente ai genitori

Il 4 Luglio 2020 i genitori di Patrick Zaky, dopo ben 4 mesi di silenzio, hanno ricevuto una sua lettera scritta dal carcere di Tora, a sud del Cairo in Egitto. Nella lettera, pubblicata dal profilo Twitter FreePatrick, si legge: «Miei cari, sto bene e sono in buona salute, spero che anche voi lo siate. Famiglia, amici, amici del lavoro e dell’università di Bologna, mi mancate molto, molto più di quello che posso spiegare con le parole. Spero che tutti voi siate in buona salute e che il coronavirus non abbia colpito i vostri cari. Un giorno sarò libero e tornerò alla normalità, anche meglio di prima». I genitori hanno dichiarato: «[…] Certo, siamo ancora preoccupati, ma felici di leggere le sue parole.[…] Ti amiamo Patrick, stiamo aspettando e pressando per la tua libertà […]». >>Altre News