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Classifica dei dieci peggiori “catorci” del campionato italiano di calcio

Numerosi presidenti di società di calcio sono rimasti abbagliati dalle tante esaltazioni di giocatori emergenti che però, una volta visti agire in campo, si sono rivelati dei veri catorci. Si possono chiamare bidoni, meteore o addirittura fregature fatto sta che questa è una speciale classifica di demeriti dove qualsiasi giocatore spera di non finirci mai.  Ed ecco la classifica dei “magnifici dieci”: Al Saadi Gheddafi


Primo Aleksander Zavarov, russo formatosi nella Dinamo di Kiev, che nel 1988 approda alla Juve e vuole fare meglio di Platini ma i risultati sono piuttosto scarsi, si parla di due soli gol, di pochi sprazzi di vera classe e l’anno dopo non se ne sente più parlare.

Secondo Sergio Fabian Zarate che ha fatto solo due gol nel neopromosso Ancona e ha lasciato a bocca asciutta i tifosi che avevano acquistato in massa gli abbonamenti per vedere il classico “sudamericano dal piede magico” mentre l’Ancona è di nuovo retrocessa.

Terzo  Sebastian Rambert arrivato con Javier Zanetti e quando sono approdati a Milano le stella era lui mentre Zanetti era un giovane con ottime doti tecniche e niente più. Per Rambert l’esperienza milanese durò solo un mese…

Quarto Renato Portalupi un vero “latin lover brasileiro” tanto che i tifosi giallorossi gli riservavano, nel decorso delle partite, dei sonori fischi, prendendolo in giro e apostrofandolo con striscioni ironici.

Quinto Darko Pancev arrivò in un’Inter in crisi dopo aver segnato una marea di gol a Belgrado con la sua squadra la Stella Rossa. Nel team neroazzurro segnerà in tutto tre reti in due stagioni!

Sesto, Hugo Hernan Maradona e il più celebre fratello Diego disse di lui: “Diventerà più forte di me!” dopo che l’aveva visto segnare due gol in una partita con l’Under 16. Diego l’aveva detta senz’altro grossa e lo capirono tutti, tranne quelli dell’Ascoli che, con dei fondi sospetti, avevano acquistato il fratello del “Pibe de oro”. Sono bastate pochissime partite e lo hanno spedito a giocare in Giappone….

Settimo Luther Blisset che sbagliava gol in continuazione. A Milano ne segnò soltanto cinque  e non si mosse più da questo numero, divenendo uno dei principali oggetti di scherno di tifosi e stampa.

Ottavo  il figlio del dittatore libico Muammar Gheddafi, Al Saadi, famoso per aver indossato le maglie del Perugia e dell’Udinese e per aver giocato pochi minuti con la squadra umbra contro la Juve. Ora è ricercato dalla polizia…

Nono Ivan René Valenciano arrivato al Bergamo nel 1992  e rispedito al mittente con il mercato di gennaio perché era troppo grasso, non sapeva muoversi ma soprattutto non capiva le indicazioni dell’allenatore.

Decimo Luis Silvio Danuello brasiliano, comprato dal Pistoia nel 1980 come centravanti ma invece era un’ala. Buttati dalla finestra 170 milioni, poche presenze in squadra e ritorno immediato in  Brasile.

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