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Cleò Canzoni, la cover dell’Ave Maria di Fabrizio De Andrè diventa virale [VIDEO]

Arriva una nuova cover di Cleò, la voce misteriosa della musica italiana. La data scelta è quella di giovedì 13 aprile per il Giovedì Santo in vista della Santa Pasqua. La scelta di Cleò è ricaduta su  uno dei brani più complessi e significativi del repertorio dell’indimenticato di Fabrizio De Andrè: “Si tratta dell’Ave Maria, canzone contenuta nel disco ‘La Buona Novella’, del 1970: un album che, pur parlando di Gesù, pone in realtà l’accento sulla figura di sua madre: icona del dolore più grande, nel raccogliere a terra, dopo lo strazio della crocefissione, le spoglie del proprio figlio.”

—> Omaggio a Valentina Giovanigni

“Per registrare l’Ave Maria di De Andrè, al fine di individuare l’intimità e l’intensità emotiva giusta in cui calare la dimensione del mio canto, ho scelto il silenzio e il ritiro degli ambienti plurisecolari del Monastero Abbaziale di Casanova, in Piemonte, in cui la vita mi ha condotto provvidenzialmente, quasi per caso, in quest’occasione. Qui ho scoperto la figura preziosa e caritatevole di Don Adriano Gennari, sacerdote cottolenghino torinese da sempre in prima linea alla lotta alla povertà, che in questo contesto millenario ha posto la sede della propria casa di spiritualità “Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione”. Una Onlus che, grazie all’aiuto costante di ben 250 volontari, sfama settimanalmente migliaia di persone nel capoluogo piemontese con la ‘Mensa dei poveri’, la distribuzione dei pacchi-famiglia e dei sacchetti-pasto nei giorni festivi”.  Così presenta il suo nuovo progetto Cleò, in uscita con il suo primo singolo nelle prossime settimane.

—> La Cover di Mina

Cleò spiega ancora come: “In quel contesto di prezioso raccoglimento, una struttura cistercense del 1100 al confine tra la Provincia di Torino e quella di Cuneo abbiamo ripreso il cantato solista e gli echi della corale lirica per godere appieno, in fase di mixaggio, di un accenno di riverberazione naturale che si respira nei luoghi sacri antichi, nelle chiese, fondendola al resto dell’arrangiamento orchestrale in un secondo momento in sala d’incisione”. E aggiunge: “Lasciando al contempo che, a guidare il canto, fosse anche la delicatezza dell’orchestrazione con tanto di archi – frutto dell’estro del Maestro Gaetano Capitano, vincitore del ‘Premio Lunezia’ nel 2012, finalista del ‘Premio De Andrè’ nel 2014 nonchè autore della fortunata hit “Il Dio delle piccole cose” per Fabi-Silvestri-Gazzè – tutta tesa a sottolineare la bellezza eterna della melodia originale, in un contesto sonoro che strizza rispettosamente, e con stima profonda, l’occhio alla rilettura classicheggiante che di questo stesso brano ne ha dato la raffinata e inarrivabile Antonella Ruggiero, una delle mie muse ispiratrici a livello vocale sin da bambino”.

Cleò aggiunge ancora: “Ritengo l’Ave Maria del Maestro De André un canto senza tempo, il cui fascino l’inedita stesura approntata proprio da Antonella Ruggiero e Roberto Colombo – maestro e valente polistrumentista che collaborò con Faber ai tempi dello storico tour con la PFM – accresce sempre più. Il racconto in musica – reso nel testo con un’immediatezza e un’efficacia stilistica disarmanti – della sofferenza infinita di Maria intesa quale madre umana del proprio figlio deposto ai piedi della croce.”

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