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Cocoricò fallito, la fine di un’era: addio al locale simbolo della movida romagnola

Per tanti è davvero la fine di un’era: il Cocoricò, storico locale italiano, luogo cult della Riviera, simbolo della movida, tra le più chiacchierate discoteche degli ultimi anni, ha chiuso. La società ha dichiarato il fallimento dopo i gravi problemi col Fisco.

Cocoricò fallito, la fine di un’era: le cause della chiusura del noto locale

Secondo quanto riportato da “Il Fatto Quotidiano” il Tribunale di Rimini ha dichiarato fallita la società che gestiva la famosa discoteca di Riccione. Due sentenze hanno scritto la parola «fine» alla gloriosa storia del grande club. L’ultimo «colpo di piccone» martedì 11 giugno 2019 quando il Tribunale fallimentare ha emesso una sentenza che sancisce di fatto la debacle della società Cocoricò Srl, notizia che era già nell’aria da qualche mese. Il prossimo 25 ottobre si terrà la prima udienza fallimentare in cui si costituiranno i vari creditori capeggiati dall’Agenzia delle Entrate. Al centro dell’azione di Equitalia ci sarebbe il mancato versamento di imposte. Già a inizio anno era stato disposto il sequestro preventivo per oltre 800.000 euro nei confronti del Cocoricò. L’evasione era scaturita dal risultato di una verifica fiscale eseguita da militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Rimini nei confronti di chi ha gestito il locale negli anni 2015-2016. La società in questione, come rivela Il Corriere della Sera è la Mani Avanti srl: «I finanzieri avevano constato l’omessa presentazione delle prescritte dichiarazioni fiscali per i due periodi di imposta e i conseguenti omessi versamenti di imposta per il complessivo ammontare ora oggetto del provvedimento in esecuzione, richiesto dal Pm che ha coordinato le attività investigative, Dott. Paolo Gengarelli, ed emesso dal GIP, dott.ssa Benedetta Vitolo».

Cocoricò addio, guai su guai: il fallimento del locale cult della Riviera

Guai su guai per il noto locale della Riviera. Riflettori accesi nel 2015 per la morte di un 16enne per overdose, poi le tasse non pagate, infine il caso Gabri Ponte. Stando sempre a Il Corriere della sera tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 i loghi di Cocoricò, Titilla e Memorabilia erano finiti all’asta per 423.500 euro (spese accessorie escluse). Tutto era iniziato qualche anno fa quando la società di produzione torinese Danceandlove, fondata dal dj Gabry Ponte, aveva avanzato una richiesta di pignoramento per il mancato pagamento di un debito di 200.000 euro. Da certi guai è difficile riprendersi…

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