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Colombia, vescovo si finge senzatetto: «Ho sentito l’indifferenza»

Carlos Arturo Quintero Gómez, vescovo della diocesi di Armenia, in Colombia, ha deciso di fare un esperimento sociale all’interno della sua comunità. Si è finto un senzatetto per osservare la reazione delle persone attorno a lui. L’idea gli è venuta in parte grazie alla sua laurea in Psicologia e poi per le parole di Papa Francesco, che in passato più volte ha chiesto ai sacerdoti di avvicinarsi il più possibile alle periferie e ai bisognosi. Purtroppo la “risposta” ricevuta non lo ha soddisfatto in pieno: questi non si aspettava di registrare così tanta indifferenza nei confronti dei clochard.

 

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Colombia, vescovo si finge senzatetto

Monsignor Quintero Gómez, 52 anni, ha deciso di fingersi un senzatetto e di presentarsi a sorpresa  al primo Congresso diocesano sulla pastorale sociale (congresso guidato da lui stesso). Dopo ore di trucco e dopo essersi vestito come un senzatetto è entrato nella sala del congresso per registrare la reazione dei presenti. Un esperimento però che lo ha lasciato con qualche perplessità. Il vescovo, come riportato da Fanpage, ha raccontato: «Mentre mi stavano truccando, stavo già iniziando a mettermi nei panni di quella persona. In quel momento ho sentito tutto quel dolore e il modo in cui il cuore si lacera quando si pensa alla mancanza e alla povertà. Appena dentro l’auditorium ho iniziato a sentire l’indifferenza perché ero entrato come fossi a casa mia. Intrufolatomi dalla reception nessuno mi ha ricevuto, nessuno mi ha accolto e nessuno mi ha chiesto chi fossi. Poi ho scelto un posto strategico per poter analizzare il comportamento delle persone».

L’indifferenza

In molti si sono chiesti perchè provare a fare un esperimento sociale del genere e il vescovo “senzatetto” ha spiegato: «L’ho fatto per vedere la reazione della gente nell’incontrare una persona povera, senzatetto, magari con abiti sporchi e puzzolenti in una chiesa o a un congresso diocesano. È stato un modo per identificare gli atteggiamenti assunti dai cristiani stessi». L’unico atteggiamento che ha riscontrato è stato quello dell’indifferenza, difatti le persone non badavano a lui. Da quest’esperienza è nata una riflessione: la volontà di sensibilizzare tutta la sua diocesi. Obiettivo? Eliminare per sempre il sentimento d’indifferenza venuto fuori durante il suo illuminante test.

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