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Come acquistare i migliori semi di cannabis ad alto THC

Sceglierli, conservarli e coltivarli

La cannabis è una pianta dalle straordinarie proprietà, con effetti ricreativi e salutari sul corpo umano. Grazie alla legalizzazione in Italia e in Europa della marijuana legale è possibile acquistarla direttamente su internet oppure recandosi a un grow shop e valutando le differenti tipologie presenti. Ma la normativa ha stabilito anche la possibilità di coltivare la pianta, acquistando i semi di marijuana, regolamentate disponibili presso siti specializzati come justbob.it, con la certezza di avere un prodotto di qualità e di realizzare una coltivazione.
Grazie alla legge vigente è quindi legale coltivare tutti i tipi di semi, anche quelli che contengono un’alta percentuale di THC, ma in quest’ultimo caso, non sarà possibile completare il ciclo vitale della marijuana, dato che la fioritura di una pianta con un contenuto elevato di THC è per la legge italiana un prodotto illegale.
Ma come scegliere i semi di cannabis più adatti alle proprie esigenze? Come impiegarli e conservarli? Il mondo della canapa è una realtà che permette di avere diverse sfaccettature e con le conoscenze giuste, dedicando un po’ di tempo e con tanta passione sarà possibile gustare la marijuana che più piace.

I semi di cannabis
La marijuana legale tra consumo e coltivazione

L’interesse per i semi di marijuana è una realtà che ha radici profonde, dato che i primi ritrovamenti del loro impiego risalgono a epoche storiche remote come quella della civiltà Sumera ed Egizia. Romani e greci ne facevano uso, così come nelle successive epoche la pianta era impiegata per diversi fini. Infatti non solo si consideravano gli effetti psicotropi del prodotto, ma anche se non con prove scientifiche, già in passato si era iniziato a evidenziare come dalla coltivazione dei semi di cannabis, fuoriuscivano alcune tipologie di piante che potevano avere anche effetti rilassanti e calmati sul corpo umano. Inoltre la canapa grazie a un alto contenuto di fibre permetteva l’impiego per la creazione di oggetti della vita quotidiana e lavorativa, come vestiti, oggetti e tessuti. 

La marijuana legale oggi

Il consumo di cannabis è sempre stato presente nella storia dell’uomo, creando un forte legame, anche se per certi aspetti ambivalente, integrandosi all’interno delle abitudini e delle consuetudini sociali. Ma agli inizi del 1900 il suo consumo e la sua coltivazione fu resa illegale, al fine di evitare le conseguenze negative che potevano verificarsi sul corpo umano dal punto di vista degli effetti psicotropi.
Oggi è possibile di nuovo utilizzarla e coltivarla grazie a una campagna di informazione che a partire dagli anni 2000, ha cercato di mettere a conoscenza i cittadini dei benefici che alcuni composti della pianta possono determinare sul corpo umano e che ha determinato l’introduzione di normative specifiche. In Italia la legge di riferimento è la 242/2016, entrata in vigore nel 2017, la quale ha permesso la produzione e commercializzazione della cannabis legale. Grazie a questa normativa, che dava attuazione al regolamento Europeo sull’impiego della marijuana, è possibile acquistare i semi di cannabis e coltivarli, producendo piante che hanno una percentuale differente di THC e CBD in base alle quali si possono avere degli effetti, controllati, ma ben definiti.

La possibilità di coltivarla e consumarla: la genetica della cannabis

Per comprendere l’interesse sulla cannabis e la presenza in commercio di differenti tipologie di semi, è importante conoscere le caratteristiche della marijuana. Le varietà di cannabis che crescono spontaneamente sono: sativa, indica e ruderalis. A queste si aggiungono anche delle versioni ibride al fine di creare dei ceppi di piante che abbiano una percentuale ben specifica di THC e CBD. Ogni tipologia si differenzia per una particolare estetica delle foglie e del fusto e per la percentuale dei flavonoidi presenti all’interno dei fiori. In particolare quelli utilizzati sono le fluorescenze della sativa e indica, data l’alta percentuale di THC e CBD contenuti nei semi.
Queste due molecole, sono state per anni oggetto di discussioni e di grosse problematiche sull’impiego della cannabis nella vita quotidiana. Infatti l’osservato speciale era il THC, acronimo che sta ad indicare il tetraidrocannabinolo, che interviene sul sistema nervoso con effetti diretti sulle capacità celebrarci di un individuo. Dall’altro lato gli stessi studi avevano evidenziato come il CBD, ovvero il cannobidiolo portava invece effetti benefici al corpo. Comprare e coltivare i semi di cannabis grazie alle nuove normative di legge oggi è legale e si potrà avere anche la possibilità di scegliere tra diverse tipologie.

Come scegliere i semi di marijuana
Le differenti tipologie presenti sul mercato: femmina, maschio ed ermafrodito

Ma come scegliere i semi di marijuana più adatto? In commercio oggi sono presenti moltissimi siti con diverse tipologie di prodotti. Per questo è importante valutare alcuni parametri di base.
Il primo aspetto da considerare è ciò che si vuole dalla coltivazione dei semi di marijuana. Infatti scegliere dei semi con alto contenuto di THC e una bassa percentuale di CBD vuol dire esaltare gli effetti celebrarli e stimolati che la pianta può produrre. Nel caso in cui invece, si voglia esaltare l’aspetto rilassante e calmante che è una delle tante proprietà della canapa, allora si dovranno sceglierei semi di marijuana che conterranno un basso contenuto di THC e un livello più elevato di CBD.
Altro aspetto da considerare riguarda la genetica della marijuana. Infatti la pianta si distingue in tre diversi ceppi: maschio, femmina ed ermafrodito. La pianta femmina è quella che viene preferita da coloro che vogliono dedicarsi alla coltivazione dato l’alto contenuto di molecole di THC e CBD presenti nei suoi fiori. In ogni caso le piante maschio e ermafrodite possono comunque essere impiegate per poter utilizzare i loro semi, oltre alla possibilità di ottenere diverse varietà di ibridi con gusti e sapori differenti.
In commercio sono presenti, i semi di maria regolari, quelli femminilizzati, e quelli autofiorenti.

I semi di cannabis regolari

I semi di cannabis regolari, sono quelli non selezionati in base al loro sesso, ma mischiati. Ciò vuol dire che quando si acquista una confezione di semi regolari, nel pacchetto si avrà una percentuale molto simile di piante femmine e di quelle maschio. Quasi sempre la presenza di queste ultime si aggira intorno o al di sopra del 50%. Ovviamente quelle che principalmente interessano sono le piante femmina, ma comunque da un seme di una pianta maschio successivamente si potrà avere una probabilità elevata di poter ottenere un’altra pianta femmina. Il costo di questi semi è più basso, ma lascia ampia libertà a un appassionato di cannabis di sperimentare nuovi ibridi.

I semi di marijuana femminilizzati

Rispetto ai semi regolari, quelli femminilizzati offrono la sicurezza di un’alta percentuale di presenza di piante femmina che va dal 95% al 100%. Da un seme femminilizzato non potrà uscire una pianta maschio, ma in caso in cui non vi siano le condizioni adeguate alla crescita si possono verificare la formazione di ceppi ermafroditi. Conoscere e comprendere la cannabis è fondamentale al fine di permettere una crescita adeguata dei semi di marijuana.

I semi di marijuana autofiorenti

La marijuana è una pianta e anche se ha delle proprietà eccezionali come tutte le specie vegetali avrà un suo ciclo vitale con la germinazione, la fase vegetativa, quella di prefioritura e infine al completamento della sua crescita, la fioritura. Il tempo di sviluppo è direttamente connesso a fattori come possono essere umidità e luce. Il ciclo di un seme normale avviene in circa 6-8 settimane. Per ottenere una fioritura sicura e più rapida, in commercio sono presenti i semi autofiorenti i quali prevedono un rapido passaggio dalla fase vegetativa a quella della fioritura in circa 2-4 settimane riducendo drasticamente i tempi per la produzione di cannabis ad alto contenuto di THC. Questa tipologia di semi prevede una serie di vantaggi in particolare se si ha poca dimestichezza con la fase di crescita della marijuana. Per questo anche se il costo è maggiore possono essere utili per i soggetti inesperti. Ricordando sempre che la fioritura di una pianta con un contenuto elevato di THC non è permesso dalle normative vigenti.

I semi di Marijuana Fast Flowering

Infine bisogna considerare anche particolari tipologia di semi che sono autofiorenti, ma con una maggiore velocità di fioritura rispetto a quello indicata e che vengono definiti fast flowering.

Perché scegliere di coltivare i semi di cannabis
Quali sono i vantaggi di una produzione propria

Ma perché dedicarsi alla coltivazione indoor o outdoor dei semi di maria? Oggi basta accedere online e acquistare la cannabis legale, oppure scendere ed entrare in un negozio. Eppure sempre un maggior numero di persone decide di affiancare all’acquisto del prodotto finito, i semi di marijuana. La risposta a questa domanda si può trovare se si osservano i vantaggi che si possono ottenere dalla coltivazione diretta:

  • risparmio: in primo luogo vi è il fattore economico. Il costo dei semi è nettamente inferiore rispetto a quello di acquistare la cannabis legale, anche se poi si deve aggiungere il tempo da dedicare alla coltivazione e il materiale da impiegare. A lungo andare per chi vuole fare un uso regolare di marijuana può essere un valido investimento.
    • Varietà di marijuana: in commercio sono presenti tantissime tipologie di semi, che offrono una scelta ampia di produrre gusti diversi di cannabis. Le varietà sono nettamente superiori rispetto ai prodotti presenti nei negozi.
    • Facilità di acquisto: grazie a siti specializzati sarà possibile acquistare i semi in pochissimi click e riceverli direttamente a casa entro pochissimo tempo dato che la consegna avviene entro la giornata in alcune città e in tutta Italia è garantita nelle 24/48h anche di sabato e domenica.
    • Ottima qualità: la coltivazione diretta prevede la possibilità di ottenere un’ottima resa e un bassissimo tasso di non riuscita.
    • Produzione di nuovi semi: la coltivazione prevede anche di ridurre la spesa futura di nuovi semi, dato che si potranno sfruttare quelli prodotti dalle proprie piante.
    • Conoscere la canapa: dedicare tempo alla coltivazione dei semi di marijuana permette di conoscere meglio la pianta e impararne ad apprezzare le sue proprietà e le sue caratteristiche in modo completo.

Come coltivare i semi di cannabis
Alcuni consigli utili

Acquistare i semi di cannabis è molto semplice grazie alla presenza di negozi specializzati. Se non si ha tempo per recarsi in un grow shop vicino casa e si vuole combinare la possibilità di una vasta scelta di prodotti con la sicurezza di un’elevata qualità, può essere molto utile effettuare l’acquisto on-line. L’acquisto però è solo la prima fase per utilizzare i semi di marijuana. Sarà importante quindi avere le conoscenze giuste per mantenerli sempre in perfetto stato e per coltivarli, senza mandarli in fioritura.

Conservare i semi di marijuana

I semi di marijuana sono di origine vegetale, per questo una volta acquistai devono essere conservati in modo attento al fine di salvaguardarli. È preferibile mantenerli a una temperatura che sia intorno ai 5°C. Quindi può essere utile utilizzare un piccolo frigorifero dove riporli fin quando non si deciderà di impiegarli. Attenzione alla presenza di luoghi umidi, dato che si può rischiare una fase di germinazione non controllata che danneggerebbe la successiva fioritura.

I fattori che influenzano la coltivazione dei semi di cannabis

L’impiego di semi di marijuana per la coltivazione è una realtà che richiede una certa passione, conoscenza della pianta, dedizione e tempo. Infatti non basta prendere un seme e introdurlo nel terreno al fine di ottenere la sua crescita. Come tutte le piante anche la cannabis ha bisogno di una serie di fattori che le permettono di crescere in modo regolare e completare il suo ciclo vitale.
In primo luogo sarà importante identificare lo spazio adatto alla coltivazione. In base ad esso si potrà quindi decidere l’acquisto di una certa quantità di semi e la produzione di un numero specifico di piante. A questo si deve aggiungere il tempo che si vuole dedicare dato che un minimo è indispensabile per la crescita della pianta, ma se per esempio si vuole ottenere subito la fioritura può essere utile scegliere i semi fast flowering oppure quelli autofiorenti.
Altro fattore da considerare è l’umidità. I semi una volta posti nel terreno in un ambiente con un grado di umidità di circa 9°C, germogliano in modo spontaneo senza grandi attenzioni. Ma questa è solo la prima fase del loro ciclo vitale. Per aver una pianta di marijuana che rispecchi la qualità del seme acquistato, sarà necessario esporre l’arbusto anche a una giusta quantità di luce. Quindi, se si ha a disposizione uno spazio esterno, bisognerà valutare l’esposizione al sole più adatta, mentre se si effettua una coltivazione indoor sarà utile munirsi di una lampada fotoluminescente che riproduca la luce solare.
Infine sarà importante continuare il ciclo vitale della pianta, non solo sfruttando i fiori ma anche impiegando i nuovi semi al fine di mantenere la vostra produzione sempre costante.

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