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Come affrontare un colloquio di lavoro: 10 regole d’oro per uscirne dignitosamente

Il mondo dei colloqui di lavoro è freddo, crudele, pieno di insidie ma totalmente inevitabile. Se avete la possibilità di campare di rendita o di ereditare l’attività di famiglia, vi prego, fatelo per tutti noi poveri sguatteri, costretti a quei 10 o 15 colloqui di lavoro ogni anno, affrontati con il sorriso sulla bocca ma con gli occhi carichi di disperazione. Purtroppo non esiste il decalogo magico che vi permetterà di conquistare un posto di lavoro con un semplice sguardo o un cenno della testa. Bisogna lavorare sodo e non c’è spazio per l’improvvisazione. Volete essere spontanei? Iscrivetevi ad un corso di cabaret.

Ecco quindi 10 consigli che vengono dall’esperienza multipla in ogni sorta di colloquio di lavoro. Avete presente quando rientrate a casa e vi vengono in mente tutte le cose sbagliate che avete fatto o detto? Precisamente. Questa piccola guida dovrebbe servire a non farvi commettere quei famosi errori, o almeno non più di un paio di volte.

1) Non vestirti come un testimone di Geova: Ok, la professionalità nel look è importante, ma quando si esagera col classico si rischia di sembrare usciti da un ospizio. Il blazer va sempre bene, ma tenta almeno di personalizzare con qualche piccolo dettaglio, specialmente se il colloquio di lavoro è per una catena di moda, accessori o un posto chic.

2) Togli il cappotto quando ti siedi: Nel caso in cui indossassi un soprabito o una giacca è meglio toglierla quando ti accomodi. A meno che non faccia veramente freddo è segno di rilassatezza e toglie l’impressione che tu voglia scappare a gambe levate alla prima occasione utile. Se il valutatore te lo fa notare è decisamente imbarazzante, true story.

3) Fai pratica con la stretta di mano: Non c’è niente di peggio che stringere la mano a qualcuno con vigore medio e ritrovarsi a contatto con un merluzzo scongelato. Non romperai le ossa a nessuno, mettici un po di forza.

4) Documentati sull’azienda: Ormai lo sanno anche i muri, è possibile che a un colloquio di lavoro ti venga chiesto se conosci qualche cenno storico sull’azienda per cui stai facendo domanda. La richiesta è lecita e basta leggersi due righe prima di entrare. A meno che non ne esca un’interrogazione con voto finale non è troppo impegnativo.

5) La pubblicità falla a casa tua: Una delle cose più fastidiose che si possano fare a un colloquio di lavoro è leccare i piedi. Ad esempio vestirsi da capo a piedi con la marca di abbigliamento per cui si sta facendo domanda, o elencare tutte le volte che si è mangiato nel ristorante del caso. State sul semplice, il troppo entusiasmo vi fa sembrare inutilmente ossequiosi, non state girando un spot promozionale.

6) Accertati della veridicità del curriculum: Se nel cv hai scritto che parli perfettamente lo swahili sarà meglio che tu lo parli sul serio, perché la sciagura è dietro l’angolo e non ci fai proprio una bella figura a sparare balle. La verità viene sempre a galla.

7) Preparati un discorso: Alla fin fine le domande sono sempre le stesse. “Perché vuoi lavorare per noi?“, “Cosa ti ha spinto a fare domanda?“, “Perché saresti una buona scelta?“. Purtroppo è ancora taboo rispondere “Ho bisogno di soldi, tagliala corta e dammi un lavoro” e quindi ti conviene fare qualche prova a casa davanti allo specchio. Menti spudoratamente se necessario, basta metterci convinzione e un bel sorriso, sembra che la maggior parte degli esaminatori non notino il sarcasmo (chiedo scusa ad eventuali esaminatori, è il vostro lavoro, massimo rispetto).

8) Ridimensiona i tuoi sogni: Solo nell’ambito del colloquio di lavoro, sia chiaro. Suona piuttosto brutto come consiglio ma è uno dei più preziosi sfortunatamente. Pare che avere aspettative per il futuro troppo alte sia segno di incostanza, come se avere dei progetti fosse una malattia contagiosa o un sintomo di schizofrenia. Quando ti presenti a un colloquio, tu nella vita vuoi fare solo quello che loro ti permetterebbero di fare. Niente di più, niente di meno. Se per esempio ti chiedono “Quindi se trovassi un lavoro più consono al tuo percorso di studio ci lasceresti?” per carità, di’ di no!

9) Controlla il linguaggio del corpo: Non mangiarti le unghie, guarda in faccia la persona con cui parli, non far tremare il piede facendo tremare anche il tavolo e gesticola solo quanto necessario. Non vuoi sembrare un gorilla ubriaco, vero?

10) La sincerità non paga: Come precedentemente detto, essere onesti è d’obbligo nel curriculum ma non sempre durante i colloqui di lavoro. Può capitare che ti chiedano di elencare i tuoi pregi e difetti, non farti fregare, indica come difetto un pregio travestito. Non è il caso che confessi che arrivi sempre in ritardo, che ti distrai con niente e che a volta il contatto prolungato con le persone ti fa venire voglia di strappargli la faccia. Se c’è qualcosa che i colloqui di lavoro ci hanno insegnato è che in guerra non si fanno prigionieri. Di’ addio ai tuoi scrupoli e in bocca al lupo.

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