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Come costruire un profilo Linkedin efficace? Ecco i consigli

Volete qualche consiglio per costruire un profilo Linkedin efficace? State pensando a come ottimizzare questo strumento per metterlo al servizio delle vostre strategie di business? UrbanPost ha seguito per voi a Bologna un interessante incontro dove si è cercato di fare luce sugli “ingredienti” necessari perché il proprio profilo riscuota successo.

Linkedin strategie profilo di successo

Dora Carapellese, esperta di comunicazione e promotrice dell’evento, ha chiamato a intervenire due esperti: Andrea Albanese, social network & web marketing advisor, e Roberto Cobianchi, digital strategist.

Allora, ecco alcuni dei segreti che ogni internauta dovrebbe considerare nel momento in cui si interfaccia con Linkedin:

Spiegare in poche righe la propria professione, procedendo preferibilmente per punti.

– Non è tanto importante il numero di contatti, quanto mantenere aggiornato il profilo e attiva la comunicazione: questo significa che devo scrivere ai miei contatti (preferibilmente una volta al mese) quello che sto facendo, semplicemente per ricordargli…che esisto.

– Quando voglio entrare in contatto con qualcuno, è preferibile inviare un messaggio personalizzato, piuttosto quello standard.

– Fare spazio alle nuove competenze: le competenze maturate in passato di cui non mi avvalgo più possono essere anche tolte dal profilo.

– Per classificare i contatti, qualora fossero numerosi, è possibile avvalersi di “tag”, in altre parole di metadati che permettono di fare una mappatura delle proprie conoscenze ed eventualmente indirizzare messaggi alle “macrocategorie” così ottenute.

– La foto del proprio profilo è importante: dal momento che serve a comunicare un’immagine affidabile di sé stessi, meglio evitare foto di gruppo, di personaggi famosi o scattate durante il tempo libero. Un primo piano “classico”, leggermente sorridente, è l’immagine più adatta; è consigliabile avere l’accortezza di non cambiarla, o almeno di non farlo spesso, visto che il volto è il mio “brand” ed è importante che resti immutato per essere riconosciuto e creare fidelizzazione: a sostegno della tesi, Andrea Albanese ha portato un dato significativo: cambiare l’immagine del proprio profilo diminuisce il tasso di click del 30%.

– Le “referenze” di un tempo sono ora sostituite dagli endorsement, ovvero conferme sulle competenze del mio profilo che possono provenire tanto da chi mi conosce personalmente quanto da chi ha avuto modo di venire a contatto con la mia attività professionale.

– Far “dialogare” i vari social network: se uso Linkedin come strumento di business, è preferibile che anche il mio profilo su Facebook abbia un taglio più professionale.

 

Quanti microbi nelle nostre case!

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