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Come curare il senso di depressione dopo le vacanze

Chissà se il tempo instabile e le perturbazioni cariche di pioggia che si stanno susseguendo una dietro l’altra, (proprio come è accaduto gli scorsi anni per le ondate di calore) aiuteranno i vacanzieri ad accettare che il periodo di relax è finito e si ricomincia con la frenetica vita quotidiana.

risveglio

Già, perché il rientro dalle vacanze, soprattutto quando ci vede immediatamente ri-proiettati nel lavoro, la famiglia, il traffico, le faccende domestiche, può provocare una forte depressione, trattata in molti ambienti medici come una vera e propria patologia: le “Holiday Blues“, o depressione post-vacanze. Secondo l’Istat, infatti, più di una persona su dieci ne è colpita. E ciò con forti ripercussioni sul lavoro e nel rapporto con gli altri.

Come per tutti gli stati depressivi, sono i sintomi manifestati (che rappresentano un campanello d’allarme) ad interagire in modo negativo sul mondo che circonda chi soffre di questa patologia. Stati di ansia, noia, apatia, insonnia, aggressività, malinconia sono alcuni degli stati d’animo che solitamente colpiscono un po’ tutti i vacanzieri. Non necessariamente si vivono tutti questi stati d’animo e non necessariamente il manifestarsi di uno solo di questi indica una depressione in corso. Anzi, è più che naturale sentirsi fiacchi o ansiosi sapendo che ci si deve confrontare di nuovo con problemi e situazioni, lasciate fuori dalle valigie.

Secondo gli scienziati, una certa responsabilità è dovuta al modo in cui pianifichiamo e viviamo le nostre ferie. Ad esempio, periodi di vacanza superiori ai 30 giorni (cosa, in verità, assai rara) possono favorire l’insorgenza della “sindrome da rientro“, così come un ritorno brusco al lavoro e alle attività quotidiane , un viaggio avventuroso (magari fatto in paesi completamente diversi dai nostri per cultura e tradizioni), lo staccare completamente la spina dalle attività lavorative o una eccessiva aspettativa nelle ferie che poi non viene sempre ripagata, contribuiscono all’insorgere di depressione.

Jogging

Ovviamente questi fattori si aggiungono ai problemi che ci aspettano di ritorno delle vacanze, come l’avere un lavoro precario o trovarsi di fronte ad una mole di lavoro eccessiva. Le persone più a rischio sono quelle con una propensione all’ansia, al pessimismo all’apatia o che già vivono una situazione di depressione. Ma anche tutti gli altri non ne sono immuni. Vediamo allora come ricorrere ai ripari.

Il miglior consiglio è quello di pianificare le ferie, conservandosi alcuni giorni, dopo il rientro dalle vacanze, per riprendere confidenza con la propria casa, le proprie abitudini e soprattutto i ritmi di vita e il relativo ciclo sonno-veglia. Visto che proprio quest’ultimo, durante le vacanze viene pesantemente alterato. Frequentare quei luoghi che rappresentano la nostra quotidianità (come fare la spesa al supermercato, tornare nei circoli, nelle parrocchie o anche in palestra) è sicuramente salutare. Dedicare più tempo per sé stessi ma anche riprendere gradatamente, già da casa, le attività lavorative iniziando, ad esempio a consultare la posta elettronica o sentendosi con colleghi di lavoro.

Un capitolo a parte richiede la questione dell’esercizio fisico e la ripresa di una regolare alimentazione (quest’ultimo aspetto certamente trascurato in vacanza). L’attività fisica, soprattutto se non di tipo agonistico e praticata all’aria aperta aumenta nel sangue i livelli di endorfina, ribattezzato come “ormone della felicità” per sue ottime capacità antidepressive ed euforizzanti. Passeggiare a piede veloce, fare una mezz’ora di bicicletta, un po’ di nuoto, etc., hanno effetti benefici sul sistema immunitario (che in un principio di depressione, è sempre a rischio) ed aiutano a smaltire gli eccessi dell’alimentazione vacanziera.

soddisfazione lavoro

Stesso discorso per il cibo (di cui già ci siamo occupati in un recente articolo – clicca qui per leggerlo) di cui alcuni alimenti rappresentano un efficace rimedio contro i sintomi da stress post-vacanze. Cioccolata fondente, lenticchie, verdure, frutta, noci e legumi in generale, hanno poteri antidepressivi, migliorano il sonno, aumentano la capacità di concentrazione del cervello e intervengono in maniera positiva sull’umore. Stesso discorso per gli acidi grassi (come l’omega 3) contenuti in pesci quali lo sgombro, la trota, il pesce spada, il merluzzo, il tonno le sardine e le aringhe.

Da limitare, invece, sono gli alcolici, la caffeina, le fritture, gli insaccati, gli aromi piccanti ed il latte. Almeno per i primi tempi. Meglio alternare piccoli pasti, soprattutto a base di cibi ben cotti, che grandi abbuffate o il mangiare in maniera sregolare. I benefici di questi consigli riguardano anche antipatici e fastidiosi disturbi intestinali (meteorismo, stitichezza, etc..) spesso collegati allo stress da rientro.

Infine, l’uso di esercizi di yoga (ed altre tecniche di rilassamento) sono utilissimi per ristabilire determinati valori psico-fisici, alterati durante le vacanze. E per concludere, l’idea che gli impegni che ci aspettano non sono montagne insormontabili da scalare ma ambiziosi obiettivi da superare è il rimedio più efficace per riprendere con grinta ed ottimismo le nostre attività. Anche se si trattassero della gestione di una famiglia. D’altronde, crescere i figli è la più bella “mission” che la vita ci abbia mai assegnato.

Buon lavoro!

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