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Come definire se un sito web ha successo: metriche e statistiche

Capire se un sito web ha successo o meno vuol dire basarsi su dati oggettivi: le statistiche e le metriche forniscono, in tal senso, tutte le risposte di cui si è in cerca. Destreggiarsi tra questi argomenti non è semplice per chi non è un addetto ai lavori, ed è per questo che abbiamo chiesto l’aiuto degli specialisti di Mondoinweb, web agency Roma che vanta collaborazioni con marchi di rilevanza nazionale. È a loro che chiediamo qualche delucidazione in più sugli strumenti che permettono di verificare il successo di un sito.

Come si misura il successo di un sito?

Uno degli alleati più utili ai fini dell’analisi di un sito web è rappresentato da Google Analytics, che si contraddistingue per il grande pregio di essere gratuito. Esso viene messo a disposizione da Google e permette di monitorare, attraverso grafici e statistiche, l’andamento di una piattaforma sul web. Tramite i dati è possibile capire in che modo si comportano gli utenti, così che il servizio offerto possa essere valutato ed eventualmente migliorato. Il problema, se così lo si può definire, è che le opportunità di analisi garantite da Google Analytics sono davvero tante, così come i dati su cui si può contare. Ecco perché è necessario definire le metriche a cui fare riferimento, da incrociare tra loro così da riuscire a mettere a punto una strategia vincente.

Quali sono, dunque, le metriche più importanti di Google Analytics?

Potremmo iniziare dalle sessioni, che consistono nel numero di visite totali in un certo intervallo. In pratica, una sessione rappresenta il tempo nel corso del quale un utente interagisce con il sito: essa si interrompe nel momento in cui cambia la fonte di traffico o dopo un periodo di inattività di 30 minuti. Poi ci sono le visualizzazioni di pagina, che corrispondono al numero complessivo di pagine che vengono visualizzate: esse tengono conto anche delle situazioni in cui una pagina viene ricaricata dallo stesso utente. A proposito, gli utenti sono i navigatori che, in un certo intervallo di tempo preso in considerazione, hanno avviato una sessione (o più di una).

Come si possono usare le metriche?

Imparare a leggere i grafici e i numeri è importante, ma è altrettanto importante essere in grado di utilizzarli per fare in modo che il sito possa essere ottimizzato e poi posizionato nei motori di ricerca. Gli utenti e le sessioni assicurano una visione d’insieme, ma ci sono altri tre parametri che sono indispensabili per la messa a punto di una strategia vincente: si tratta del tempo medio, delle pagine più visualizzate e della frequenza di rimbalzo. Combinando le pagine che vantano il tempo di permanenza più alto con le pagine più visualizzate è possibile capire come organizzare le attività di web marketing che verranno.

Quali indicazioni si traggono da queste metriche?

Prendendo in esame il tempo di permanenza medio sulla pagina e il bounce rate, cioè la frequenza di rimbalzo, è possibile avere indicazioni di natura qualitativa, per esempio verificando quali sono i contenuti del sito che hanno ottenuto meno interesse di altri. Può accadere, per esempio, che una pagina abbia più o meno lo stesso numero di visualizzazioni di un’altra ma una frequenza di rimbalzo doppia: in questo caso occorre capire perché la pagina con il bounce rate maggiore non funziona, e quindi in che modo la si può ottimizzare. Due, a quel punto, sono gli interventi che è possibile attuare: o sul lato tecnico, o sul lato dei contenuti. L’importante è prevenire gli abbandoni degli utenti e far sì che il sito sia meglio posizionato sui motori di ricerca.

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